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Articoli pubblicati da Egidio Morici
0commenti29 Ago 2012

Selinunte, tutti gli sprechi di un porto abusivo

In Sicilia anche i porti possono essere abusivi.

Se una casa costruita sulla spiaggia può essere frutto di un illecito da parte di un privato, nel caso del porticciolo turistico di Marinella di Selinunte le responsabilità sbiadiscono e si confondono sullo sfondo dei vari governi locali che si sono succeduti nel corso degli anni, tra barriere frangiflutti che diventano moli di attracco e strettissimi corridoi di cemento che diventano banchine.

0commenti21 Ago 2012 di Egidio Morici

Depuratore di Selinunte, il mistero si tinge di… verde

A Marinella di Selinunte, tra il porticciolo e la riserva (dis)orientata del fiume Belice c’è il depuratore. È lì dal 1979. E da molto tempo la gente si chiede: funziona?

Giuseppe Taddeo, ingegnere capo del Comune di Castelvetrano, città da cui dipende la frazione balneare, non ha dubbi e assicura che “il depuratore fa il suo dovere e viene periodicamente controllato”. In effetti, i controlli ci sono. Li fa l’Arpa…

0commenti11 Ago 2012

Quella strana antimafia in Provincia di Trapani

A Castelvetrano, nel centro della borgata di Marinella di Selinunte, si è assistito al “Festival della legalità”: cinque giorni di incontri, dibattiti e spettacoli dal 18 al 22 luglio.
Un tour per ricordare Paolo Borsellino? Una maratona di eventi per sostenere i magistrati che cercano la verità?

Il senso principale attribuito dai promotori dell’iniziativa (la Provincia di Trapani e il Comune di Castelvetrano) sembra sia stato ancora più “originale”: la promozione del territorio

0commenti6 Lug 2012 articolo di EGIDIO MORICI

Grigoli e i supermercati. Lo Stato ha davvero vinto?

Matteo Messina Denaro e Giuseppe Grigoli sono stati condannati, in appello, rispettivamente a 20 e 12 anni di carcere. Già dal dicembre del 2007 le sue proprietà sono affidate all’amministratore giudiziario, Nicola Ribolla.

Adesso, il compito è arduo: conservare i posti di lavoro. Solo la sopravvivenza delle aziende può dimostrare con i fatti che la legalità paga ma dal 2008 ad oggi le aziende dove lavorano più di 500 dipendenti (compreso l’indotto), non vanno affatto bene.

0commenti5 Lug 2012

Castelvetrano, la Gomorra nei terreni del ricco Barone

Quando decine di grossi camion, a ridosso degli anni ’90, riempivano ogni giorno le cave di rifiuti, la zona del quartiere Belvedere di Castelvetrano aveva un proprietario: Giuseppe Di Stefano.

Quel Di Stefano meglio conosciuto, nella Valle del Belice, come il ricchissimo Barone di Sciacca; quel Di Stefano condannato dalla mafia al confino in una stanza dell’hotel delle Palme, interpretato da Vittorio Gassman nel film “Dimenticare Palermo”.

0commenti28 Giu 2012 EGIDIO MORICI

La “Gomorra” del Belvedere di Castelvetrano
il Comune e gli esperti visitano le campagne del nulla

Dopo il video, le firme del “Comitato di quartiere Belvedere” e le tante richieste d’intervento, il Comune, il 25 giugno scorso, ha fatto un sopralluogo nella “Gomorra nascosta” (oggi un po’ meno nascosta) del quartiere Belvedere di Castelvetrano.

L’amministrazione comunale ha coinvolto anche il dottor Filippo Giglio, direttore dell’area tecnica del laboratorio Cada, acronimo di Chimica applicata depurazione acque

0commenti16 Giu 2012

Alghe, sabbia e rifiuti tra gli ulivi di Selinunte

No, non è uno strano fenomeno naturale, non le ha portate il vento. Sono state scaricate dai camion. L’area è stata sequestrata dalla Forestale.

Si tratta di parte del materiale (alghe ed altri rifiuti) estratto dal porticciolo durante l’ultima bonifica. Il rifiuto speciale avrebbe dovuto essere trasportato in una discarica autorizzata, invece è finito in una campagna lungo la via Cavallaro, proprio di fianco una nota discoteca all’aperto.

0commenti14 Giu 2012 ATTENZIONE: immagini molto forti

E’ successo ancora: impiccato e scuoiato a Castelvetrano

(di Egidio Morici) A Castelvetrano, in contrada Canalotto, è stato trovato un cane impiccato ad un albero d’ulivo. Sono intervenuti sul posto la Polizia Municipale, il veterinario dell’Asp e gli animalisti dell’ass. Laica, che cogestisce il canile della città.

Si tratta di un animale maschio, di grossa stazza, che presenta una ferita da taglio all’addome e segni di scuoiamento

0commenti12 Giu 2012 Il servizio shock di Egidio Morici

[VIDEO] Castelvetrano, la Gomorra nascosta

La zona del quartiere Belvedere di Castelvetrano è disseminata di cave.

Da queste cave, prima degli anni ’90, si estraevano i conci usati nell’edilizia. In seguito sono state riempite di sfabbricidi, batterie d’auto, eternit ed altro materiale inquinante. Alcuni rifiuti sono ricoperti di calce. Probabilmente, chi si occupava degli interramenti illegali era già allora consapevole della loro pericolosità…

0commenti9 Giu 2012 Egidio Morici intervista Petra Reski

Mafia: da Corleone alla strage di Duisburg

Miglior Giornalista del 2008 nella categoria “reporter” in Germania, autrice di varie pubblicazioni anche in Italia, tra cui “Santa Mafia” (Nuovi Mondi, 2009) e “Sulla strada per Corleone” (Edizioni Ambiente, 2011).

In Germania la mafia viene percepita in modo diverso rispetto all’Italia? La mafia è sempre considerata un problema degli altri. Per i tedeschi è un problema italiano, per gli italiani è un problema delle regioni del sud; magari qualcuno da Palermo dice che la mafia è a Trapani….

0commenti31 Mag 2012

Messina Denaro nei manifesti: è la stessa stampante

L’adesivo spuntato il primo maggio a Selinunte, quello con la scritta “tanto vinco io!”, ha avuto un seguito. Il giorno prima del ballottaggio sono comparsi per le strade, sempre a Selinunte, alcune decine di piccoli manifesti raffiguranti lo stesso identikit con una serie di simboli insiemistici.

La cosa più curiosa è che sia l’adesivo, che i piccoli fogli comparsi venti giorni dopo, sembrano prodotti dalla stessa persona.. La giacca e la camicia presentano delle piccole macchie bianche non appartenenti all’identikit originale diffuso sul web. Insomma, è la stessa stampante, con lo stesso difetto.

0commenti23 Mag 2012

23 maggio. La mafia non è un cancro

Sono passati vent’anni.
Quell’autostrada sventrata riapparirà dagli schermi piatti dei nuovi televisori pagati a rate, riconsegnandoci la stessa tragedia, la stessa violenza, lo stesso sgomento. Ci saranno centinaia di cerimonie commemorative e di cortei, in cui la storia di Giovanni Falcone verrà trasmessa nei termini lineari e semplici del rapporto di causa ed effetto: da una parte uno Stato che aveva messo in ginocchio la mafia col maxi-processo e dall’altra la terribile reazione di Capaci.

Ai ragazzi verranno presentate le facce dei soliti Riina e Provenzano, unici responsabili dell’orrore, soli rappresentanti di una mafia contadina dalle coppole storte, così distante dal loro mondo. E dal nostro.