Il primo maggio noi dell’associazione L.A.I.C.A. abbiamo realizzato, a Marinella di Selinunte, “la giornata dell’adozione”, conclusa con l’adozione di 8 cuccioli. Per pubblicizzare l’evento abbiamo appeso il nostro cartellone sotto il palco dove si sono esibiti diversi gruppi durante tutta la giornata.
Alla fine della giornata, con rammarico di tutti, abbiamo trovato sul cartellone una piccola, ma significativa, immagine di Matteo Messina Denaro con sotto la scritta “tanto vinco io!”.
La Procura della magistratura contabile ha chiesto infatti al Ciro Caravà, e agli ex assessori della sua Giunta dal 2006 al 2008 (tutti facenti riferimento al centrosinistra), la restituzione di una cifra pari a 336.000 euro per alcune consulenze date illegittimamente.
Il processo della Corte dei Conti comincerà nelle prossime settimane. Ma fa impressione la mole di documentazione raccolta dai giudici palermitani. Sono infatti circa 60 gli incarichi conferiti indebitamente.
Un fantomatico tribunale popolare ha deciso: “Il giudice Antonio Ingroia è stato condannato a morte e con lui gli utili idioti del sistema come il “grillino” Leo Nodari.” Firmato Fronte popolare Forza Nuova.
Scritte minatorie veicolate da una lettera dello stesso tenore sono apparse nelle ultime ore a Teramo alla vigilia del doppio appuntamento che Società Civile Abruzzo ha organizzato nel capoluogo abruzzese e nel comune di Martinsicuro proprio con il magistrato, procuratore aggiunto della Direzione antimafia di Palermo, e autore del libro “Il labirinto degli dèi”
Tribunale di Marsala, udienza del 27 aprile contro Matteo Messina Denaro più altri. Lui è il capo mafia appena 50 enne, boss indiscusso di Castelvetrano e della cupola provinciale di Trapani, latitante da 19 anni, dal giugno del 1993; gli altri sono i suoi complici..
Aula strapiena, ma non è pubblico normale, sono i parenti degli imputati, Giuseppe Linares li sfiora entrando in aula. Linares è l’ex capo della Squadra Mobile di Trapani, quello che più di altri ha guidato la “caccia” al super boss.
Compie 50 anni, colui che è ritenuto all’unanimità il capo di “cosa nostra” in provincia di Trapani, tanto da essere inserito al quarto posto nella speciale classifica dei latitanti più ricercati al mondo (manca all’appello dal 1993).
Matteo Messina Denaro nasce il 26 aprile del 1962 a Castelvetrano. I suoi soprannomi sono “U Siccu”, per la sua fisionomia alta e smagrita, e “Diabolik”.
Si è svolta questa mattina presso lo stadio Paolo Marino, la terza edizione del “Torneo della Legalità”, organizzato dall’A.S. Civitas di Castelvetrano.
“Castelvetrano è una città straordinaria”. Con queste parole, nel dopo partita, ha esordito il magistrato Roberto Piscitello, già procuratore della DDA di Palermo e vice capo di gabinetto del Ministro di Grazia e Giustizia.
Caravà diceva di combattere per la legalità e contro la mafia, andandosene però in giro a fare favori ai mafiosi e magari a scusarsi se ogni tanto doveva prendere precise posizioni, anche contro la cosca locale.
A dicembre è stato arrestato ma resta sindaco, sebbene non possa più esercitare il mandato. E’ in cella e il prefetto di Trapani lo ha anche sospeso.
Le intercettazioni hanno dimostrato un rapporto di fiducia e di subordinazione rispetto agli uomini dei clan locali
Latitante dal 1995, era inserito nella lista dei dieci latitanti più pericolosi d’Italia , stilata dal Ministero degli Interni. Dal 22 novembre 2000 un mandato d’arresto internazionale nei suoi confronti.
Agli avvocati difensori è bastato attendere per ottenere facilmente una sentenza di estinzione del reato.
Lumia:: “La prescrizione è il fallimento della giustizia italiana.”
Il gip di Catania Luigi Barone ha disposto l’imputazione coatta per concorso esterno all’associazione mafiosa e voto di scambio aggravato del presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, e di suo fratello Angelo, deputato nazionale del Mpa.
La loro posizione è stata stralciata dall’ inchiesta Iblis su presunti rapporti tra mafia, affari e politica.
Cinque miliardi. A questa cifra da record ammontano i beni di Carmelo Patti, il “re delle vacanze” patron della Valtur, che la Direzione Antimafia di Palermo ha chiesto di sequestrare.
Secondo gli inquirenti, il noto imprenditore sarebbe in realtà un prestanome di Matteo Messina Denaro.
Il prossimo 20 aprile, se il Tribunale delle misure di prevenzione di Trapani accettasse la richiesta della Dia, si assisterebbe forse ad uno dei più grandi sequestri di beni di tutti i tempi.
Salemi e Racalmuto. Due Comuni siciliani, il primo noto per essere il paese degli esattori Salvo, dell’on. Giammarinaro e in ultimo anche del sindaco Sgarbi, l’altro il paese dello scrittore Leonardo Sciascia.
A Salemi il voto amministrativo previsto dalla Regione per il prossimo mese di maggio slitterà di 18 mesi, salvo ulteriori proroghe.



