Li hanno soprannominati i guardiani delle tartarughe. E a ragion veduta, perché la passione per la caretta-caretta, soprattutto, per l’attesa di nuove piccole tartarughe che si schiudono, escono fuori dalla sabbia e prendono il largo a mare per una nuova vita, li ha entusiasmati al punto tale che oggi fanno la guardia e monitorano i nidi. Succede a Tre Fontane, frazione di Campobello di Mazara, dove sia sul lato ovest che est dell’arenile ci sono due nidi di tartaruga recintati: lì poco meno di due mesi fa hanno nidificato e Wwf e Legambiente hanno messo le reti a tutela. I guardiani delle tartarughe sono diventati per caso tre giovani con storie diverse: Angelo Verde, 15 anni, di Salemi e poi Alessandra Cudia, 23 anni e Alice Valsecchi, 25 anni, originaria della Lombardia, tutte due studentesse di Ingegneria biomedica. Il più giovane, Angelo, studente al secondo anno dell’Ipsia di Santa Ninfa, fa il custode del nido lato est, mentre Alessandra e Alice monitorano quello sul lato ovest. Le prime schiuse si sono registrate sul nido all’altezza della 155a ovest, già quasi 50 tartarughe hanno preso il largo, le ultime 23 ieri sera. Qualche giorno addietro un altro gruppo appena nato, attratto dalle luci del lungomare, è risalito verso la strada ed è rimasto schiacciato dalle auto.

«Dalla prima schiusa ho iniziato a monitorare il nido – spiega il giovane Angelo – rimanendo seduto qui a fianco durante la sera e sino alla notte, con la speranza di vedere le piccole tartarughe nascere e aiutarle ad andare verso il mare, evitando di finire sul lungomare». Giubbotto, cappellino e sedia, seduto a fianco il nido a scrutare la sabbia, rinunciando alle serate con gli amici. «È una felicità vederle nascere dalla sabbia – racconta – ma anche salvaguardarle da mani senza scrupoli». Già, perché c’è chi se ne frega del nido protetto. E lo sanno bene gli abitanti della zona che hanno creato, involontariamente, una rete solidale pro nido. «La notte di Ferragosto c’erano bagnanti con le tende appese alla rete del nido – racconta Vincenzo Cuttone – e abbiamo dovuto fare intervenire anche i vigili urbani per farli allontanare».

Da est a ovest i guardiani delle tartarughe hanno il volto delle studentesse Alessandra e Alice: «Abbiamo scoperto il nido passeggiando sulla spiaggia – raccontano – e, dalle indicazioni sui pannelli, abbiamo tentato di metterci in contatto con Legambiente. Soltanto l’incontro con Vincenzo Di Stefano, appassionato locale di tartarughe e punto di riferimento per gli enti di tutela, ci ha consentito di renderci utili. Così ogni giorno, capita anche due volte in una giornata, andiamo al nido per monitorarlo, sperando di vedere la schiusa». Sino a oggi non è successo ma il tempo, facendo i conti con la data di deposizione, è proprio questo. La felicità di Alessandra e Alice è stata vedere la nascita di due tartarughe al nido lato est: «Anche lì andiamo quasi giornalmente – raccontano le due studentesse – così domenica scorsa abbiamo avuto la gioia di vedere sbucare dalla sabbia due tartarughe marine».

Entusiasmo e felicità, passione e curiosità che, per le tartarughe, non conosce età e che trova il finale gioioso in quei pochi minuti in cui gli occhi possono godere delle tartarughe che dalla sabbia raggiungono il mare per poi disperdersi tra le onde. A Tre Fontane le tartarughe sono riuscite a fare di più, ossia reti solidali tra vacanzieri e residenti per tutelare i nidi. Nel nome di nuove vite che prendono il largo e che fanno ancora sperare in un mondo migliore.

Angelo Verde di Salemi.

Alice Valsecchi e Alessandra Cudia.

Vito Verde e Vincenzo Cuttone.

Il nido delle tartarughe sul lato est di Tre Fontane.

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