terremoto-artificialeUn sisma artificiale di magnitudo 4.9 è stato registrato alle 11:57 ora locale (le 3:57 in Italia) del giorno 12 febbraio scorso, in Corea del Nord, nell’area del sito dei test nucleari di Punggye-ri. Seul ipotizza l’esplosione di un ordigno da almeno 10 chiloton. Tokyo ha lanciato subito una task force per fare chiarezza. Cina e Usa sarebbero stati informati ieri del piano sul test.
L’azione è stata fermamente condannata nelle ore successive dal Governo italiano per bocca del ministro Terzi.

Il sisma artificiale è’ stato rilevato dai sismografi localizzati in Italia, nella stazione sismica che si trova in Sicilia, a Valguarnera (Enna), ed è stato avvertito lievemente ai piani alti anche delle aree madonite e nebroidee intorno alle 4 del mattino.

E’ stato un terremoto anomalo, con onde sismiche che si sono propagate attraverso la roccia, e che potrebbero attivare ulteriori terremoti .In Sicilia, sull’area dello stretto, dei Nebrodi e delle Madonie, da mesi è in atto un fenomeno di sciami sismici.

“L’evento di oggi (12 febbraio, ndr) è avvenuto nella stessa area nella quale nel 2006 e nel 2009 sono avvenute due esplosioni analoghe” ha detto il presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Stefano Gresta. Secondo le prime stime, l’esplosione avvenuta oggi in Corea del Nord ha una potenza di 10 chilotoni (un chilotone è una quantità di energia pari a quella liberata da mille tonnellate di tritolo).

“Un’esplosione – ha osservato Gresta – che equivale a un terremoto naturale di magnitudo attorno a 5“. Esplosioni di questo tipo vengono rilevate dalla rete di stazioni sismiche presenti in tutto il mondo, che fanno capo all’Organizzazione del trattato per la proibizione completa dei test nucleari (Ctbto) e della quale fa parte la stazione di Valguarnera.

Riconoscere un terremoto generato da un’esplosione nucleare da un terremoto naturale è possibile e “la rete globale – ha spiegato Gresta – è in grado di distinguere l’origine delle onde sismiche in pochi minuti”. Il primo arrivo delle onde alle stazioni sismiche è di tipo compressivo e molto ampio. Inoltre la maggior parte dell’energia liberata da un’esplosione viene trasportata da onde di volume, ossia da onde sismiche che si propagano dalla sorgente in tutte le direzioni attraverso la roccia , e non da onde superficiali. Il rischio di test di questo tipo è che l’energia liberata dall’esplosione possa attivare faglie vicine. Il test nella Corea del Nord è stato abbastanza superficiale e non è stata liberata una grande quantità di energia, “di conseguenza – ha rilevato Gresta – non dovrebbero esserci terremoti indotti, se non in aree piccole”.

fonte. siciliaparchi.com