Un primo furto di rame e poi un secondo ma, stavolta, con l’intento di fare danno, portando via l’inverter che regola i giri dei motori che si trovano nella stazione di sollevamento di contrada Zangara a Castelvetrano. È la ferita che più sanguina per gli agricoltori del Belìce che stanno facendo i conti con l’acqua che manca e la calura che sta mettendo in crisi alberi e raccolto. Ieri davanti il Consorzio di bonifica Ag3 (che rifornisce la rete irrigua) gli agricoltori hanno fatto sentire la loro voce. Stesso copione dello scorso anno per un appuntamento puntuale, come se il caldo d’estate fosse un evento straordinario. Gli agricoltori sono tornati a protestare e dal Consorzio cercano di dare rassicurazioni anche se sanno bene che gli impianti sono vecchi, obsoleti e con la difficoltà pure di trovare pezzi di ricambio.

Le rassicurazioni del Consorzio sono barlumi di speranza per gli agricoltori. Da un lato c’è un progetto esecutivo che riguarda il rifacimento di 5 stazioni di sollevamento (c’è compresa quella di Zangara, oltre 2 a Naro e 2 a Bivona) per 6 milioni di euro: iter per la gara d’appalto avviato, in corso i sopralluoghi tecnici. Dall’altro il progetto che prevede la sostituzione di alcuni tratti di rete ammalorata tra Castelvetrano, Menfi e Sciacca: 5 milioni di euro, gara d’appalto già espletata. Buoni progetti ma coi tempi della burocrazia. E, intanto, gli agricoltori boccheggiano e le loro piante soffrono in un’estate rovente.

La stazione di solevamento di contrada Zangara.

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