Antonio Ballatore è diventato fra Stefano Maria del Sacro Cuore di Gesù. Il 35enne di Mazara del Vallo ha fatto la professione perpetua nell’ordine dei Frati minori rinnovati. La celebrazione si è svolta qualche giorno addietro a Mazara del Vallo. Due storie diverse, prima di Antonio e poi di fra Stefano, in mezzo lo spartiacque di quella vocazione spiccata nel bel mezzo della giovinezza.«La vita che conducevo prima era una vita normale, dedita alla famiglia, allo sport e, soprattutto, al lavoro che ho iniziato sin da adolescente. Con il tempo, però, iniziai a fare sempre più caso a un senso di vuoto inspiegabile che accompagnava le mie giornate che cercavo, senza alcun successo, di colmare nello sport. Così, dopo aver messo in discussione una vita intera, un lavoro che non mi appagava, delle serate insieme agli amici che si traformavano anche quelle in momenti di riflessioni, e dopo aver rinunciato al sogno di una vita, ossia al sogno di entrare nell’Arma dei Carabinieri a causa di una piccola malformazione al cuore, dopo questo e altri motivi caddi moralmente a terra», racconta fra Stefano.
Le chiese luoghi lontani per Antonio Ballatore, dove si rifiutava di entrare. «Mi sono avvicinato al Signore con le mie preghiere, cominciai a sentire sempre meno quel senso di vuoto. Sentii che Dio non operava solo nel mio spirito ma anche nella mia carne, perché in Germania, dove mi ero trasferito per lavoro, contrassi un virus che mi portò a un tracollo fisico e psichico. Dopo la mia guarigione miracolosa da parte del nostro Signore, assistetti alla santa messa e dissi a Dio: “Signore, io non credo che questo sia il mio posto ma sono qui soltanto per dirti grazie”, e in quella preghiera mi sentii ascoltato. In seguito un mio collega di lavoro mi coinvolse a prendere parte, insieme a lui, a un cammino di fede».
È stato quello l’inizio del cammino di fede di Antonio. Poi l’incontro con don Vincenzo Aloisi della comunità “Betlemme di Èfrata”. «Ricordo che un giorno, tornando da un momento di preghiera, rientrai a casa e la prima cosa che vidi fu mio padre in poltrona con la televisione spenta, mia madre e le mie sorelle poco distanti dall’altra parte. Mio padre mi chiese se avessi qualcosa da dirgli o se gli stessi nascondendo qualcosa; in quel momento si ripresentò quella voce che con la stessa calma e dolcezza mi disse: “È ora che tu lo dica”. Presi coraggio e dissi di voler fare un cammino francescano e mio padre, senza nemmeno farmi finire di parlare, rispose dicendomi di seguire la mia strada senza alcun timore. In quel momento il Signore stava operando attraverso le parole di mio padre».












