Di una cosa il deputato regionale Carmelo Pace (DC) si dice certo ed è, forse, la verità di tutto: «le proposte per una nuova rete ospedaliera devono arrivare dal mondo sanitario e non dai politici, visto che siamo capaci di qualsiasi schifezza». L’onorevole Pace, originario di Ribera e quindi deputato al di fuori del collegio trapanese, è uno di quelli che stamattina ci ha messo la faccia al consiglio comunale aperto di Castelvetrano sulla questione dell’ospedale cittadino. Il secondo appuntamento, dopo quello di luglio, per parlare, ascoltare e, forse, agire con poca incisività. Sindaci e presidenti dei consigli comunali del Belìce si sono detti tutti arrabbiati, proprio perché la questione dell’ospedale sta a cuore tutti. Qualcuno è pure stufo, come il sindaco di Campobello Giuseppe Castiglione, «perché discutiamo ma poi la nostra voce è poco ascoltata lì dove si fanno le scelte». Stamattina al Collegio dei minimi di Castelvetrano dei deputati regionali della provincia di Trapani c’erano solo Cristina Ciminnisi (M5S) e Dario Safina (Pd); assenti Stefano Pellegrino, Mimmo Turano e Giuseppe Bica, gli onorevoli di maggioranza, insomma.
Assente perché non invitato, invece, il presidente del Libero Consorzio della provincia di Trapani Salvatore Quinci, che è anche sindaco di Mazara del Vallo, città che – secondo quanto ribadito dal presidente del consiglio comunale di Castelvetrano Mimmo Celia – avrebbe scelto di non stare insieme al fronte Castelvetrano-Belìce. A Mazara del Vallo l’ospedale è un DEA di primo livello, mentre il nosocomio di Castelvetrano è stato ridotto a una «carcassa», prendendo a prestito le parole dell’avvocato Franco Messina. Castelvetrano contro Mazara? «Non affatto – ha detto Mimmo Celia – ma qualcuno deve pur tener conto del nostro ospedale».
Secondo il deputato Dario Safina la questione non è da relegare a Castelvetrano: «Qui oggi sarebbe stato opportuno invitare tutti i sindaci della provincia – ha detto l’onorevole del Pd – e poi nella stesura della rete ospedaliera non bisogna ragionare solo con la calcolatrice guardando ai dati, considerando il fatto che i territori non sono tutti uguali». Ed è questo un elemento sul quale i sindaci del Belìce battono i pugni, ossia le peculiarità della Valle, a partire dall’alto rischio sismico. Cristina Ciminnisi (M5S) ha ribadito che «ancora nulla è definito e siamo nelle condizioni di poter ascoltare il territorio».
I sindaci, dal canto loro, hanno già inviato un primo documento al Presidente della Regione, all’assessore alla salute e al presidente della Commissione Sanità all’Ars. Mercoledì riprenderanno i lavori della Commissione e già, entro stasera, i sindaci stileranno un nuovo documento da far pervenire prima dell’inizio dei lavori. «Bisogna arrivare con una proposta concreta», ha ribadito l’onorevole Pace. Ma Franco Messina, anima del comitato “Orgoglio castelvetranese” rilancia: «bisogna che tutti gli amministratori del nostro territorio si facciano ricevere da Schifani e dalla Commissione Sanità, solo così si può invertire la rotta, ossia meno chiacchiere e più fatti concreti».

AUTORE. Max Firreri










