È un progetto di sperimentazione agricola e si chiama “Sic.A.Ri.B.”, acronimo di Sicilia Agroecologica Rigenerativa Biologica. Ossia diversificazione colturale, copertura costante del suolo e minimo disturbo al suolo. È stato avviato nel dicembre 2023 e mette insieme cinque aziende siciliane, tra le quali “I locandieri” che coltivano terreni in contrada Zangara a Castelvetrano. Gli altri 4 partners sono: Damiano (capofila), “Biofarm”, Salvatore Fabio Cusenza, azienda “Balsi”. Qualche settimana addietro proprio nei terreni di Castelvetrano si è svolta una sessione dimostrativa in campo, facendo alcune prove di consociazione colturale frumento duro e cece. Il progetto è finanziato dal PSR Sicilia 2014/2022 (fondi FEASR), tramite il bando “Sostegno per la costituzione e la gestione dei Gruppi Operativi del PEI in materia di produttività e sostenibilità dell’agricoltura – Sottomisura 16.1 Fase 2” (annualità 2021).

Il progetto ha l’obiettivo di migliorare la qualità biologica e fisica dei suoli agricoli siciliani, attraverso l’implementazione e l’adattamento di tecniche e tecnologie agricole biologiche rigenerative che si basano sull’applicazione contemporanea di tre principi fondamentali: diversificazione colturale, copertura costante del suolo e minimo disturbo al suolo. In particolar modo vengono introdotte, nei sistemi agricoli biologici della regione Sicilia (seminativi e mandorleti), le consociazioni colturali, le minime lavorazioni del suolo e gli inerbimenti. Il gruppo operativo del progetto è costituito anche dall’ente di ricerca FIRAB (Fondazione Italiana per la Ricerca in Agricoltura Biologica e Biodinamica) e da due aziende di consulenza: “Arca srl Benefit” e “Speha Fresia società cooperativa”. Il progetto, per giungere agli obiettivi prefissati, si articola in 5 azioni mirate che vanno dall’implementazione del modello agricolo biologico rigenerativo nelle aziende del partenariato, al monitoraggio dei suoi effetti su suolo e biodiversità, alla verifica della sua pertinenza rispetto agli indirizzi di politica agricola comune, fino alla più ampia divulgazione e condivisione dell’innovazione e, infine, alle attività trasversali di coordinamento e project management.

Nell’ambito del progetto si sta valorizzando anche l’approccio del “Living lab”, attuando processi di co-creazione di conoscenze mediante momenti di confronto e dialogo tra aziende, ricerca, pubblica amministrazione e gruppi di interesse locale.

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