Se Peppe Chiana fosse stato vivo anche lui avrebbe avuto l’entusiasmo di allestire il suo trattore e sfilare per il 1° maggio nelle vie di Campobello di Mazara. Lui, agricoltore, marito e papà, originario di Campobello di Mazara, era uno di quelli che coinvolgeva, che invogliava a non far perdere la tradizione: trattori addobbati con ciuri di majo, ossia crisantemo giallo che cresce spontaneamente nelle nostre campagne, cartelloni con frasi e disegni che richiamano la crisi di questo periodo e poi sui rimorchi bambini e adulti. La festa del lavoro è anche questo.

Peppe Chiana è morto l’estate scorsa a 43 anni, dopo alcune settimane di ricovero in ospedale. A lui è stata dedicata l’edizione di questo primo maggio a Campobello di Mazara. L’associazione “Noi ci siamo” ha pensato al primo memorial Peppe Chiana per ricordarlo e per far conoscere e tramandare di generazione in generazione la tradizione dei carri agricoli in sfilata. È stato un successo: 43, fra trattori, carretti siciliani e finanche due motrici di camion, hanno sfilato per le vie del paese, con una sosta al cimitero comunale dove è sepolto Peppe Chiana. «È stato una gioia per tutti noi poter vedere insieme bambini, ragazzi e adulti nel condividere un momento di festa e di memoria – ha detto Giuseppe Miccichè, uno degli organizzatori – da alcuni anni abbiamo ripreso questa tradizione che stava per scomparire con pochissimi trattori. Tra i ragazzi abbiamo seminato entusiasmo ma, soprattutto, voglia di non far perdere la tradizione e Peppe Chiana era uno di questi. A noi oggi il compito di ricordarlo, di far vivere la sua memoria e di non far tramontare questa tradizione».

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