«Sei in ogni raggio di sole, in ogni scelta giusta che faccio, Chissà come sarebbe stato…». È così che Rosamaria Vento ha ricordato il papà Vincenzo a 42 anni dal terribile omicidio. Un dolore senza fine quello della moglie e dei figli di Vincenzo Vento che rimasto ucciso in un agguato di mafia il 28 aprile 1984 a Castelvetrano. Rosamaria quando suo papà venne ucciso aveva due mesi di vita. Dell’omicidio del papà ha conosciuto la storia solo quando è diventata ragazzina. Due killer vennero a Castelvetrano per uccidere Epifanio Tummarello, ex sorvegliato speciale e Vincenzo Vento, solo per caso, si trovava sullo stesso furgone con Tummarello. I killer non risparmiarono di uccidere anche il suo papà che sarebbe stato un testimone scomodo. «Mio padre, dopo essere stato ferito, aveva implorato i killer di lasciarlo stare perché a casa c’erano i suoi figli piccoli che l’aspettavano – ha raccontato la figlia – ma non hanno voluto sentire ragioni». I killer di quell’omicidio vennero subito arrestati e furono loro stessi a raccontare gli ultimi momenti di vita di Enzo, durante il processo.











