Un cartello, intestato Scopello Immobiliare, annuncia che vendesi la chiesetta di S. Angela con annesso appartamento ai piani superiori terrazzato sita in via Gen. Di Gaetano, che è sempre stata, a detta di tutti, la casa del Vescovo nei suoi soggiorni castellammaresi.
Dai racconti degli anziani del quartiere ho appreso che tutto lo stabile è stato acquistato con i fondi raccolti dalla Congregazione di S. Angela, quindi con i soldi dei fedeli. Inoltre la chiesetta, piccola e raccolta è giornalmente frequentata e quasi ogni mattina, o almeno era così, un prete celebra messa.
Se non mi sbaglio, e invito gli interessati eventualmente a correggermi, la Curia per alienare un suo bene necessita del parere del prete della parrocchia che, in virtù del giudizio dettato dalle frequentazioni dei fedeli e senza dubbio dall’affetto per i luoghi e dalle sue radici, concede o meno.
Ho notato che di preti castellammaresi con incarichi parrocchiali non ne esistono più, o perché in pensione o perché, come si dice, esautorati da incarichi ecclesiastici per volere del vescovo.
La domanda sorge spontanea: come mai i preti che operano nella nostra cittadina sono tutti originari di altri paesi? Forse vige nella chiesa il principio latino divide et impera?
Tornando a noi e alla nostra chiesetta, non crede forse il caro Padre Giuffré che prima di concedere al suo vescovo il nulla osta, che sarebbe il caso di chiedere ai fedeli del quartiere il loro parere e una plausibile giustificazione considerando che quel prezioso bene è stato acquistato con i loro soldi e quindi gli appartiene?
Angelo Grassa
per http://castellolibero.blogspot.com
colpa del vaticano se soffre la crisi, per non avere mai affrontato in tempo i cambiamenti in italia, interessandosi per 27 anni di pol acchismi vari, non condannando la disoccupazione che dilania intere famiglie, allontanando i disoccupati dalla fede,troppa politica noiosa, scandali tipo markincus, troppo apparire e niente sostanza—
colpa sua e di non avere mai avuto interesse ai problemi italiani e migliaia di disoccupati sono fuggiti dalla chiesa ritenuta complice di un occidente che si ritiene senza problemi.
dopo anni di disoccupazione e le umiliazioni dell’ex articolo 23, l’ultima enciclica la considero un insulto a solo leggerla… fa pena e provo solo schifo.non perdonerò mai e per questo oltraggioso documento non torno in chiesa. oltre il danno pure la beffa…