Durante il consiglio comunale di Castelvetrano dello scorso 30 gennaio, è stato approvato ad unanimità un atto di indirizzo per dire NO alle trivelle nel nostro territorio.

Venuti a conoscenza che la società Enel Longanesi Developments SRL (società posseduta da Enel Trade s.p.a.) ha avanzato richiesta alla Regione Siciliana per l’ottenimento di un permesso per la ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi sulla terra ferma, il massimo consenso civico di Castelvetrano ha deciso di esprimere il proprio dissenso al progetto denominato “Masseria Frisella”.

Ecco l’area interessata

Masseria Frisella

Masseria Frisella SIC e ZPS
per le immagini si ringrazia Antonino Barbera

Le motivazioni dell’atto di indirizzo sono:
  1. i danni alla salute causati inevitabilmente dall’ estrazione petrolifera con le sue tecniche
  2. la comprovata incompatibilità delle trivellazioni con il nostro territorio ad alto rischio sismico
  3. lo stravolgimento strutturale del nostro territorio a naturale vocazione turistica e agricola
  4. il rischio di inquinamento, oltre a quello dell’aria e del suolo, delle falde acquifere sotterranee
  5. la perdita da parte del cittadino di ogni sovranità sulla propria terra e della svalutazione dei propri immobili

Il permesso di ricerca richiesto da Enel Longanesi Developments SRL (società posseduta da Enel Trade s.p.a.) è molto esteso: 68.166 chilometri quadrati. Interessa i comuni siciliani di Montevago, Santa Margherita Belice, (Agrigento), Bisacquino, Campofiorito, Camporeale, Contessa Entellina, Corleone, Monreale, Partinico, Piana degli Albanesi, Roccamena,San Cipirello e San Giuseppe Jato (Palermo), Alcamo, Gibellina, Poggioreale e Salaparuta (Trapani).

Anche se l’area di Castelvetrano non sarebbe direttamente interessata il consiglio comunale di Castelvetrano ha deciso di opporsi al progetto rifiutando la logica del NIMBY, un acronimo che sta per Not In My Back Yard, ed indica un atteggiamento di rifiuto verso quelle opere pubbliche che si teme possano avere effetti negativi sull’ambiente. Chi segue la logica NIMBY, infatti, riconosce tali provvedimenti come necessari, ma non li vuole nel proprio territorio.

Con l’atto di indirizzo di oggi, Castelvetrano punta all’ambiente e alle tecnologie verdi.