Il segno che è passato il tornado è sulle macchine di chi abita nel territorio della zona sud di Marsala, tutte piene di terra e, alcune di loro, coi vetri rotti. Chi ha visto venire incontro la tromba marina che stamattina ha devastato il Marsalese racconta di «cose mai viste». E già, se eravamo abituati a vederli in tv quando i tornadi minacciano i territori americani, stamattina la spirale nera di vento e pioggia si è materializzata, purtroppo, anche nel Trapanese. Dai racconti di chi stamattina guardava il mare e dalle foto postate sui social, all’inizio sono state due le trombe d’aria formatasi in mare, poi sulla terra ferma il “mostro” è stato uno solo che ha spazzato via tutto ciò che toccava: case, auto, pannelli pubblicitari e finanche la scuola “Alcide De Gasperi” dove 273 ragazzi possono considerarsi oggi «miracolati». Dal mare verso contrada Terrenove, toccando finanche la zona di Bambina. E sui posti la devastazione è evidente. Macchine e camion capovolti, tetti volati via, case distrutte, vigneti sradicati.

Quello che è successo oggi a Marsala, facendo la conta dei danni, non ha tracciato, alla fine e per fortuna, un bilancio tragico di morti. Bambini lievemente feriti (già dimessi dal pronto soccorso), pochissimi codici rossi di persone adulte e poi tanta paura che non sarà facile cancellare. A partire, soprattutto, dai 273 ragazzi della scuola “Alcide De Gasperi” che dalle finestre hanno visto arrivare il tornado per poi rendersi conto che andava dritto verso la loro scuola. Oggi quel plesso è sventrato, non ci sono più le finestre e una parete della palestra è crollata giù come biscotto. Eppure era cemento armato, come di ferro massiccio era il cancello che la forza del vento ha divelto.

Nel pomeriggio sui posti più colpiti delle contrade marsalesi è arrivato anche l’assessore regionale alle infrastrutture Alessandro Aricò, mentre il ministro dell’istruzione Giuseppe Valditara è rimasto in contatto con la sindaca Andreana Patti. Le priorità del Comune sono già definite: fare la conta dei danni per chiedere lo stato di calamità naturale, dare un alloggio temporaneo alle persone sfollate e trovare un luogo dove i 273 ragazzi del plesso “Alcide De Gasperi” possano riprendere le lezioni. Senza prima avergli dato supporto psicologico per superare il trauma.

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