«Non accetto moralismi ipocriti da una come Rita Borsellino che vive di parole, oltre che di luce riflessa, e non ha mai fatto nulla, di concreto, per la Sicilia e i siciliani, se non mettersi a guardare dall’alto verso il basso e sputare sentenze in nome di un devastante professionismo dell’antimafia che consente a lei e ad altri mediocri come lei, di sopravvivere politicamente utilizzando la mafia come strumento di lotta politica.

Le sue parole sono peggio della lupara, perché servono solo a delegittimare chi, come me, si è misurato nella sfida del cambiamento con i fatti.

Io ho avuto il coraggio di “fare”, amministrando una città, confrontandomi sia con i problemi della gente che con i progetti culturali di ampio respiro, rischiando, come sta accadendo, di andare incontro al fango di investigatori infedeli, le cui responsabilità verranno a galla. Il tempo è galantuomo.

La Borsellino appartiene a quella categoria di “becchini della Sicilia” che vedono la mafia anche là dove non c’è».

l’Ufficio per la Comunicazione
(Responsabile: Nino Ippolito)
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