bilancio castelvetranoIl Sindaco della città di Castelvetrano, Avv. Felice Errante, ha dato mandato agli uffici finanziari di redigere lo schema del primo bilancio partecipato della nostra città.

La proposta nasce da un iniziativa del consigliere Bartolomeo La Croce, in rappresentanza dei gruppi Castelvetrano Avvenire ed MPA/PPS, che venne presentata alla fine di agosto dello scorso anno. In quell’occasione il primo cittadino rappresentò l’impossibilità di poter attuarla nell’esercizio finanziario 2012, ma in occasione del redigendo bilancio 2013 la proposta, per volontà del primo cittadino è tornata d’attualità.

I principali obiettivi che il bilancio partecipativo si prefigge sono quelli di facilitare il confronto e la determinazione di scelte condivise , rispondere in modo più efficace alle richieste di una società sempre più complessa e ricostruire quel rapporto di fiducia tra il cittadino e le istituzioni, migliorando l’equilibrio tra i bisogni da soddisfare e le risorse sempre più limitate.

Siamo fiduciosi che anche i consiglieri dell’opposizione possano condividere questa ipotesi progettuale- afferma il Sindaco- al fine di redigere un bilancio sempre più rispondente alle esigenze della cittadinanza.

Cos’è il Bilancio Partecipato?

Il Bilancio Partecipativo o partecipato è una forma di partecipazione diretta dei cittadini alla vita della propria città (democrazia diretta) consistente nell’assegnare una quota di bilancio dell’Ente locale alla gestione diretta dei cittadini, che vengono così messi in grado di interagire e dialogare con le scelte delle Amministrazioni per modificarle a proprio beneficio. A partire dagli anni ’90 del Novecento, esso si è venuto affermando – su scala globale – come pratica antonomastica della democrazia partecipativa, per poi cedere gradualmente il passo, negli anni recenti, alla famiglia dei “bilanci orientati” (sociale, di genere, di pari opportunità, etc.) e a forme di partecipazione tematica più mirate e meno comprensive.

L’esperienza più celebre di bilancio partecipativo si è avuta a Porto Alegre (Brasile), città di 1,3 milioni di abitanti. L’esperienza di Porto Alegre ha avuto inizio nel 1989. Il fine era quello di permettere ai cittadini di partecipare attivamente allo sviluppo ed alla elaborazione della politica municipale.

In Italia, il Bilancio partecipato ha visto una decisa diffusione, soprattutto nei comuni dell’Italia centrale, a partire dalla fine degli anni ’90. In molte realtà locali, però, il Bilancio partecipato è stato spesso anticipato o sostituito dal Bilancio sociale, che pur favorendo il contributo dei cittadini, ne limita la concreta incisività poiché spesso è presentato a consuntivo. Del resto, nello stesso Brasile il Bilancio partecipato ha avuto sorte diversa a seconda delle città in cui è stato utilizzato. La buona riuscita di questo strumento, infatti, spesso necessita di una certa stabilità politico-amministrativa e di una volontà di coinvolgimento che va ben oltre gli attori politici. In alcune città brasiliane, infatti, dove non era altrettanto radicato un decentramento amministrativo e la partecipazione di associazioni di categoria o sindacali, la quota di bilancio decisa attraverso il sistema partecipativo non ha superato il 10%.