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Ha deciso di fare lo sciopero della fame a oltranza Giuseppe Scirica, 59 anni, di Menfi, perché dal novembre 2021 è stato costretto a chiudere la sua rivendita di tabacchi a Porto Palo di Menfi per una frana che ha bloccato l’ingresso. Da ieri il commerciante ha deciso di sostare proprio davanti la sua rivendita e beve soltanto “per protestare contro la lentezza di politica e burocrazia”. “È passato un anno e due mesi da quando mi è stata notificata l’ordinanza di sgombero – racconta – e da allora nulla si è mosso. Sono a conoscenza che c’è un finanziamento di 390 mila euro per la messa in sicurezza del costone ma nulla si muove”. La sua rivendita di tabacchi in via Selinunte è l’unica del borgo marinaro. “In questo anno ho vissuto con i soldi che avevo messo da parte – dice – ma ora non ce la faccio più”. “Mio marito è stanco di essere preso in giro – dice la moglie Annamaria Dobrican – noi con questa attività sostenevamo la famiglia, ora, invece, siamo tutte due senza lavoro”.

In questi mesi Giuseppe Scirica ha ricevuto solo promesse: “nessun aiuto da parte del Comune”, dice il commerciante. Ora ha deciso di fare lo sciopero della fame seduto proprio davanti l’attività con la saracinesca chiusa. Sul costone franato ha piantato alcuni cartelli di protesta: “Abbiamo anche tentato di affittare un nuovo locale dove trasferire la rivendita di tabacchi ma ci hanno chiesto 18 mila euro, troppi per noi”, spiega Scirica. Ieri sera sul posto l’ha raggiunto il sindaco Marilena Mauceri. “Io per la lentezza della burocrazia e dei tempi della politica sono rimasto senza lavoro, intanto continuo a pagare le tasse”, ha concluso Giuseppe Scirica.

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