cresmI rappresentanti dei comitati e delle associazioni partecipanti all’incontro hanno discusso dei temi specifici promossi da ciascuna realtà, delle questioni trasversali che fanno da sfondo alle singole iniziative, dei problemi comuni e anche delle strategie di intervento per il futuro

Per cio che concerne le questioni trasversali:

Situazione italiana e quadro europeo:
c’è la consapevolezza che a partire dalla vittoria del Comitato Referendario per l’Acqua Pubblica nel 2011, è cambiato molto nel panorama politico italiano. Quella vittoria ha segnato la nascita di un nuovo modo di percepire la partecipazione a livello nazionale, ulteriormente confermata dall’esito delle ultime elezioni. Ma i temi di fondo su cui ci confrontiamo, hanno ormai, in modo cruciale, una cornice europea ed è quindi quello il livello verso cui orientare la discussione democratica dal basso.
Di questo i comitati e le associazioni devono essere consapevoli e trovare i modi per ri-organizzare la discussione in questa direzione (che ovviamente non tralascia, nè mette in secondo piano, l’agire locale).

Questioni di metodo:
come alimentare la partecipazione oggi? Come praticare la cittadinanza oggi? Sappiamo che anche i migliori fra i rappresentanti eletti, se lasciati soli, o alla sola mercè di interessi di parte, rischiano di tralasciare l’interesse pubblico.
Per i Comitati e le associazioni il rischio è invece quello di diventare e rimanere dei circoli chiusi, le cui sigle segnano un’identità e un confine che il resto della società non è interessato a valicare.
Quindi da un lato il tema della partecipazione e della gestione dei comitati deve diventare questione specifica da affrontare con il dovuto approfondimento (proposta di seminari aperti e itineranti – periodo Giugno).
Dall’altro lato i Comitati dovrebbero porsi l’obiettivo non solo di impedire le iniziative speculative di volta in volta individuate e combattute, ma di rovesciare i paradigmi su cui sono fondate (ad esempio proseguendo con il sistema delle iniziative legislative dal basso) e individuare percorsi propositivi, in termini di sviluppo sostenibile, di immediata attuazione.

Per cio che concerne i temi specifici:

No trivelle:
la legge regionale 14/2000, che regola in Sicilia le concessioni per trivellazioni, ha un’impronta quasi dittatoriale in cui tutti i poteri sono sostanzialmente delegati all’Assessore di turno. E’ necessario avviare il percorso di modifica della Legge, altrimenti la momentanea vittoria, legata all’approvazione all’ARS delle mozioni contro le trivellazioni, rischia di trasformarsi presto in sconfitta definitiva.
Il Comitato nazionale Notrivelle può prendere spunto dalla battaglia condotta in Sicilia e proporre anche modifiche alla legge nazionale.
La convenzione di Aahrus è già stata usata come strumento di difesa del territorio: una sentenza della Corte di Giustizia Europea ha sospeso delle trivellazioni a causa del mancato coinvolgimento popolare nella scelta di trivellare.

Acqua bene comune:
La IV Commissione all’ARS sta discutendo la legge regionale di iniziativa popolare e dei consigli comunali per la ripubblicizzazione dell’Acqua in Sicilia, contemporaneamente si continuano a sostenere iniziative a favore dell’approvazione della legge e per la ripubblicizzazione. Tra queste la campagna firme per l’ICE iniziativa dei cittadini europei per il diritto all’acqua pubblica in europa e nel mondo.

Rifiuti zero:
Si è costituito il comitato regionale per la legge di iniziativa popolare nazionale “rifiuti-zero”. Il 19 Aprile la proposta verrà presentata a Palermo a Palazzo dei Normanni (sala Gialla) ed a breve inizierà la raccolta firme. Naturalmente è necessario allargare il più possibile la rete territoriale per la promozione del testo di legge. Contemporaneamente si lavorerà all’elaborazione di un testo regionale da proporre per iniziativa popolare.

Paesaggio:
Si deve arrestare il continuo e inutile e dannoso consumo di suolo. Non ha alcun senso consentire ancora la crescita urbana di città che non registrano, fra l’altro, nessun incremento demografico. Le entrate dei Comuni non possono ancora essere legate alle speculazioni edilizie e alle concessioni date senza alcun criterio di sostenibilità. Si è costituito il tavolo di lavoro terra bene comune aperto al contributo di tutti per una gestione ecosostenibile del suolo, contro l’alienazione dei terreni demaniali e delle coste, per una agricoltura ecologica, per ‘l’incentivazione della filiera corta, etc.

Energia rinnovabile:
l’eolico, in particolar modo, non dovrebbe essere considerato un’offesa al paesaggio, ma un cambiamento del paesaggio (come avvenne in Olanda con i mulini a vento). La vera offesa risiede semmai nella speculazione avallata e sostenuta a tutti i livelli che ha concesso autorizzazioni, benefici e guadagni a pochi speculatori. L’alternativa va quindi vista soprattutto in termini di gestione e di beneficio pubblico delle risorse rinnovabili.
La normativa europea del Patto dei Sindaci (riduzione delle emissioni, aumento della produzione di energie rinnovabili), che traduce in fatti concreti la famosa strategia 20-20-20 dell’UE, sarà un importante banco di prova per il lavoro dei Comitati. Vanno infatti prevenute ulteriori speculazioni, attraverso una adeguata informazione e coinvolgimento dei cittadini. Il governo regionale sta mettendo in atto una strategia che vuole incentivare la pianificazione energetica per gruppi di comuni che raggiungano almeno i 50.000 ab. La prospettiva per la Sicilia deve essere quella dell’autonomia energetica attraverso le rinnovabili.

Beni Confiscati:
La gestione dei beni confiscati è da tempo diventata una questione poco trasparente e spesso totalmente privata. E’ importante porre la questione della “rendicontazione pubblica” dell’utilizzo dei Beni Confiscati.

Movimenti e Associazioni partecipanti:
• Forum Siciliano dei Movimenti per l’Acqua e i Beni Comuni
• CRESM
• No Triv – Belice
• CEPES – Palermo
• Ass. Adaciu- Gibellina
• Cobas Sicilia
• Ass. Rita Atria-Partanna ((TP)
• NO Triv Basilicata
• Amici della Terra- Trapani
• Forum Acqua Beni Comuni – Trapani
• Ass. Siquilliah – Palermo
• Design Zingaro- Palermo
• M5S – Partanna
• Comitato per la legge regionale Rifiuti Zero – Messina e Palermo
• Comitato “Salviamo il Paesaggio” – Sciacca
• Volontari di Manicalunga- Castelvetrano (TP)
• Comune di Alcamo (TP)

Conclusioni
Sarebbe utile che tutti i partecipanti collaborassero a gruppi di discussione tematici anche via mail (o con Forum tematici sul sito del Forum Acqua e Beni Comuni Sicilia), per fissare i prossimi incontri avendo fatto un passo avanti sull’elaborazione collettiva.