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Terzo giorno di operazioni. Il ministro degli Esteri polemico sulla moltiplicazione dei comandi. Parigi risponde: “Applichiamo la risoluzione Onu”. Ma Obama apre: “L’Alleanza avrà un ruolo”.

Terzo giorno di raid sulla Libia. Ma la coalizione litiga sulla guida della missione. Premier: “Chiarire obiettivi, nostri aerei non spareranno”. Ma i piloti lo smentiscono.

Frattini: “Ipotesi comando italiano separata”.
Obama: “Nato sarà coinvolta, Usa solo uno dei partner”.

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Sul fronte militare, sono proseguiti gli attacchi della coalizione che ha preso di mira le principali roccaforti di Gheddafi: Tripoli, attaccata per il terzo giorno consecutivo, Sabah, nel sud del paese, e Sirte, la città natale del rais dove le autorità libiche lamentano molti morti. Il colonnello risponde usando scudi umani e martellando gli insorti a Misurata, dove secondo i ribelli vi sono stati quarantina di morti. La città, secondo un portavoce governativo, sarebbe ora sotto il controllo dei lealisti. Voci sulla morte di Khamis, uno dei figli del rais, ma Tripoli smentisce.

Bombardamenti da parte dell’esercito libico sono segnalati anche da abitanti della città orientale di Zenten, difesa strenuamente dai ribelli.

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