Domenica 19 aprile, a “Belìce Epicentro della memoria viva” di Gibellina, nell’ambito del cartellone di “Gibellina Capitale dell’arte contemporanea” sono state inaugurate le mostre “Luce residua” di Rossana Taormina (a cura di Giuseppe Maiorana e Vito Chiaramonte) e “Mummie” di Philippe Berson (a cura di Gaetano Costa). La particolarità delle due mostre è negli spazi che le accolgono. Infatti, con un’operazione di recupero, sono stati aperti per la prima volta i sotterranei di Belìce/EpiCentro, prima d’ora erano adibiti a deposito degli archivi. Nel caso della mostra “Luce residua” la scelta di collocare l’installazione nel seminterrato accentua la dimensione di discesa e immersione, conducendo il visitatore in uno spazio intimo, sottratto alla narrazione ufficiale. In questo contesto, i neon assumono una funzione plastica e concettuale, tracciando lo spazio come presenze che incidono nella materia del tempo e attivano una relazione diretta con chi osserva. Rossana Taormina, originaria di Partanna, vive oggi a Palermo ma è rimasta legata al Belìce.
La mostra “Mummie”, invece, è stata allestita da Gaetano Costa, grande amico di Philippe Berson, artista francese morto a Palermo lo scorso anno. Le mummie esposte sono state realizzate con materiali eterogenei e, tra questi, ferro e ossa animali. La mostra si sviluppa intorno alla celebre installazione “Cappuccini mon amour”, ispirata alle Catacombe dei Cappuccini di Palermo, luogo emblematico della cultura visiva e spirituale della città. La mostra “Mummie” è stata allestita in un’altra ala dei sotterranei di Belìce/Epicentro. Le due mostre rimarranno aperte sino al 31 dicembre 2026. In occasione dell’inaugurazione di ieri, l’artista Iole Carollo, che giorni addietro ha tenuto una residenza artistica proprio a Gibellina, ha allestito la mostra con le opere di restituzione della residenza stessa. All’inaugurazione di ieri, oltre gli artisti, sono stati presenti il sindaco Salvatore Sutera e il direttore artistico di Gibellina Capitale Andrea Cusumano.

Iole Carollo.

L’installazione “Luce residua”.

La mostra “Mummie”.











