Sabato 28 marzo, alle ore 17,30, nell’ex chiesa Santa Caterina al Cretto di Gibellina, si inaugura la mostra “Tracce Prime”, progetto espositivo di Giuliano Cardella, a cura di Luca Lo Sicco. La mostra nasce da una necessità primaria: tornare al segno come origine, come atto che precede la forma e il linguaggio. Le opere, realizzate in tecnica mista su carta e su tela, si collocano in uno spazio di sospensione in cui il gesto non descrive ma accade, non rappresenta ma rivela. I lavori si presentano come “tracce prime”: segni originari che conservano la forza di un gesto arcaico, ancora libero da codificazioni formali. Il segno diventa gestualità pura, richiamando il pregrafismo, quel momento in cui il fare precede il dire e l’immagine nasce come traccia emotiva più che come costruzione razionale. Il colore, applicato ora con il pennello ora direttamente con le mani, amplifica questa dimensione istintiva, diventando estensione fisica ed emotiva del gesto.
La scelta di non attribuire titoli alle opere rafforza l’apertura del percorso: lo spettatore è invitato a un’esperienza diretta e sensibile, priva di mediazioni narrative. Esposta nel contesto fortemente simbolico di Gibellina, la ricerca di Cardella dialoga con un luogo segnato dalla memoria, dalla frattura e dalla ricostruzione, dove il segno assume il valore di traccia resistente e testimonianza del passaggio umano. “Tracce Prime” si configura come un’indagine essenziale sul gesto emotivo e sulla forza primitiva del segno, capace di evocare stati interiori profondi senza mai cristallizzarsi in immagini definitive.











