Quando oggi gli è arrivato il pignoramento presso terzi per 80 mila euro, il Commissario straordinario dell’Assap “M.A. Infranca” si è arrabbiato tanto: «Questa è stata una vigliaccata» ha sbottato Giuseppe Paladino, forte del fatto che tra Assap (ex Ipab) e il Comune i rapporti sembravano essersi ammorbiditi. E, invece, il pignoramento per tributi comunali non pagati dall’Assap negli anni ha fatto saltare, almeno al momento, il clima di serenità. Così sembrava che fosse fino alla lettera del 7 febbraio scorso quando proprio Paladino scrisse al sindaco chiedendo un incontro per domani (10 febbraio, ndr) «al fine di definire compiutamente tutte le questioni pendenti». Un passaggio “diplomatico” che avrebbe, forse, rasserenato gli animi, sistemando ciò che si poteva sistemare.

PALAZZO SAN GIACOMO, LA VOLONTÀ DEL COMUNE

I buoni rapporti tra Comune e Assap fanno riferimento alle interlocuzioni che ci sono state tra Commissario e Giunta municipale. L’ex Ipab ha 800 mila euro circa di debiti e il Commissario Giuseppe Paladino vuole pagarli. Da qui la volontà anche di vendere gli immobili di proprietà dell’Assap. Tra questi c’è palazzo San Giacomo che il Comune ha manifestato di voler comprare. Se ne è parlato in un incontro con sindaco e alcuni assessori. Da una valutazione dei tecnici comunali il palazzo ha un valore di vendita di 300 mila euro, ma l’Assap ha un debito tributario col Comune di 250 mila euro. Si è ipotizzato di adottare una compensazione tra acquisto e somme che l’ex Ipab deve al Comune: «In quella riunione c’ero io, due miei collaboratori e poi sindaco e altri assessori», spiega Paladino.

I LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE FINITI E ASILO MAI APERTO

La collaborazione tra ex Ipab e Comune c’è sempre stata. Anche quando nel 2018 iniziano i lavori di ristrutturazione finanziati con 600 mila euro a valere sui fondi Po Fesr 2014-2020. Si tratta di una co-progettazione (l’ex Ipab partecipa con il 10%). I lavori vengono completati nel 2021 ma l’asilo non viene aperto, nonostante il finanziamento riguarda anche l’avvio del servizio al termine dei lavori di ristrutturazione. È sempre nel 2021 che la Giunta municipale di allora approva una delibera prendendo atto delle operazioni di collaudo. Il direttore dei lavori Vincenzo Caime sollecita più volte l’Amministrazione per provvedere all’apertura dell’asilo. Ma, nel frattempo, alcuni impianti della struttura chiusa vengono danneggiati da ignoti.

LA CONVENZIONE DEL 2013 E LA LETTERA DI INTENTI

Risale al 2013 (sindaco Felice Errante) la delibera della Giunta municipale con la quale viene approvata la convenzione tra Comune e Assap “M.A. Infranca”. Tra gli impegni dell’Assap (allora presidente era l’avvocato Giovanni Messina) c’è quello della gestione, mentre il Comune, «a gestione dell’asilo nido avviata», dovrà richiedere i relativi contributi regionali.

2023, NUOVA DELIBERA MA CONVENZIONE NON FIRMATA

Nel 2023 viene adottata una nuova delibera della Giunta municipale che, di fatto, cambia gli accordi rispetto alla convenzione del 2013. In soldoni c’è scritto che l’Assap (proprietaria dell’immobile) non si occuperà più della gestione dell’asilo. La convenzione, però, non viene firmata dall’allora Commissario straordinario. Quindi quella convenzione non dovrebbe considerarsi valida.

GIUGNO 2025: LA “VISITA” DI CONTROLLO E LE CHIAVI AL COMUNE

La Regione Siciliana vuole accertarsi dei lavori fatti con fondi pubblici. Chi ha ricevuto il finanziamento, in questo caso il Comune, ha l’obbligo, entro 5 anni dal collaudo lavori (avvenuto nel 2021), di avviare anche la gestione. È il 30 giugno 2025 quando funzionari dell’Ufficio monitoraggio, controllo e rendicontazioni della Regione effettuano una “visita” all’immobile. Il controllo di primo livello è ok. Ma il direttore dei lavori Vincenzo Caime si accorge che alcune cose sono vandalizzate. Così l’1° agosto 2025 chiede le chiave all’Assap per intervenire. Ora il Commissario straordinario Giuseppe Paladino ha chiesto di avere riconsegnate le chiavi e si è pure rivolto ai carabinieri.

IL BANDO DI GESTIONE DEL COMUNE, CORSA CONTRO IL TEMPO

Il finanziamento Po-Fesr riguarda ristrutturazione e avvio della gestione. In virtù del fatto che entro 5 anni dal collaudo (con l’eventuale rischio, come fiato sul collo, di restituire l’intero importo di finanziamento) è obbligo avviare l’asilo, il Comune a dicembre ha iniziato una corsa contro il tempo. Pubblica un bando per la gestione che si aggiudica un’associazione di Castelvetrano, ma il Commissario Giuseppe Paladino non condivide e scrive all’associazione (a cui fa presente che chiederà un canone d’affitto) e al Comune. Dall’ente il dirigente Marcello Caradonna e il sindaco Giovanni Lentini gli contestano la condotta a Paladino: «risulta manifestamente illegittima», scrivono. Secondo Caradonna e Lentini il decreto del dirigente generale del dipartimento regionale della famiglia affida in forma indiretta al Comune la titolarità della gestione del servizio di asilo nido, «da attivarsi all’esito dei lavori di ristrutturazione e adeguamento».

NUOVI LAVORI: ADESIONE AL PROGETTO, ANZI NO

Per la seconda ala dell’asilo “M.A. Infranca” che si deve ristrutturare, il Comune ha presentato un progetto. Alla base di questo il Commissario straordinario Giuseppe Paladino ha deliberato di concedere in comodato d’uso gratuito per 5 anni proprio quell’ala. Nel frattempo l’Assap vuole fare lavori di efficientamento energetico, tramite il conto termico. Così, per valutare la compatibilità degli interventi previsti, chiede copia della documentazione progettuale. «Ci hanno chiesto il pagamento di 600 euro per la trasmissione in formato elettronico, non possono considerarci un ente privato e tale impostazione risulta non conforme ai principi di leale collaborazione», dice Paladino. Il Commissario decide così di revocare la sua delibera di adesione al progetto presentato dal Comune, quindi dichiarando così decaduto il contratto comodato d’uso gratuito dei locali.

AIUTO ALLA PREFETTURA, AFFIANCAMENTO TECNICO

La questione dell’asilo “M.A. Infranca” è andato oltre i confini comunali. Dall’Assessorato regionale alla famiglia seguono attentamente ogni passaggio tecnico ma il Commissario straordinario Giuseppe Paladino ha chiesto anche l’affiancamento di un tecnico da parte della Prefettura di Trapani «per la corretta valutazione delle questioni tecniche e patrimoniali connesse alla conduzione della vicenda». Il 7 febbraio scorso l’ultima richiesta al sindaco da parte del Commissario per un incontro. L’ultimo atto, in ordine di tempo, di apertura per una collaborazione istituzionale. Prima del pignoramento di oggi.

Giuseppe Paladino

Giovanni Lentini

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