Le criticità della rete sono emerse: non sempre funziona il dialogo tra gli ospedali periferici e quelli centrali (dotati di apparecchiature più specializzate), spesso anche per mancanza di posti letto, e i medici degli ospedali cosiddetti di frontiera sono costretti a gestire l’ammalato che ha necessità, invece, di essere trasferito altrove. È quello che è emerso nel convegno dei chirurghi siciliani che si sono incontrati al baglio Florio del Parco archeologico di Selinunte. L’iniziativa è stata organizzata dal chirurgo Antonio Tavormina, responsabile dell’Unità di Chirurgia generale dell’ospedale “Vittorio Emanuele II” di Castelvetrano. In 150 si sono ritrovati a Selinunte per discutere su uno dei temi caldi della sanità siciliana: “Cultura e management delle urgenze chirurgiche nelle realtà periferiche”. Ora, dai risultati del dibattito, l’ACOI – associazione chirurghi ospedalieri italiani – invierà all’Assessorato regionale alla sanità l’appello affinché la rete sia funzionale nell’interesse degli ammalati, evitando carichi – anche legali – sui medici. Tra le autorità presenti al convegno il sindaco di Castelvetrano Giovanni Lentini, Giovanni Ciaccio, consigliere del direttivo nazionale ACOI e Guido Basile, ordinario di Chirurgia all’Università di Catania.

Giovanni Ciaccio e Antonio Tavormina.











Giovanni Ciaccio e Antonio Tavormina. Bravi bravi ultra Bravi è il plauso di tutta la comunità di Castelvetrano, Selinunte, Triscina e tutto l’intero Belice per cui l’Ospedale è nato… Buon lavoro a tutti!