Un’interrogazione parlamentare per chiedere un quadro dettagliato dei costi sostenuti negli anni, la verifica di eventuali responsabilità e i dettagli dell’accordo conciliativo tra Asp Trapani e “Innova Spa”. È quanto ha chiesto il deputato regionale Cristina Ciminnisi (M5S) dopo aver appresa la notizia che l’Asp Trapani paga 22 mila euro al mese per trasportare pasti da altri comuni all’ospedale “Vittorio Emanuele II” di Castelvetrano. La notizia l’abbiamo raccontata qualche giorno addietro. Nell’appalto per la fornitura dei pasti (bandito ai tempi del commissario straordinario Vincenzo Spera) era inserito l’utilizzo della cucina dell’ospedale di Castelvetrano, però poi si sono accorti che non era possibile cucinare lì. Da qui l’accordo tra Asp Trapani e “Innova Spa” dei 22 mila euro come “extra” per il trasporto dei pasti dai luoghi di cottura al nosocomio. «L’Asp di Trapani continua a pagare una soluzione emergenziale come se fosse normale amministrazione – afferma Ciminnisi – intanto si accumulano costi elevati e si rinvia qualsiasi intervento strutturale per riattivare la cucina interna all’ospedale».
Per la Ciminnisi «trasportare pasti per decine di chilometri non è solo una scelta onerosa, ma rischia di incidere sulla qualità del servizio. La degenza ospedaliera non può essere trattata come un dettaglio secondario. È inaccettabile che si tollerino modelli organizzativi inefficienti che drenano risorse pubbliche, mentre la Regione fa cassa sulla salute dei siciliani imponendo fino al 31 dicembre 2027 tagli anche sui farmaci salvavita per patologie croniche. Si chiedono sacrifici a medici e cittadini, ma non si interviene sugli sprechi evidenti. Una contraddizione che il Governo non può più ignorare», conclude.











