Da un lato l’approvvigionamento a singhiozzo da parte di “Siciliacque Spa”, dall’altro la situazione dei pozzi comunali che aiutano a evitare la sofferenza per i cittadini di Castelvetrano. L’ultima chiusura per due giorni dell’Ufficio postale di via Vittorio Emanuele per mancanza d’acqua ha scatenato la rabbia sui social con invettive del tipo «vergogna», «ma non se la possono portare da casa», «sembra una barzelletta», «come sempre», commenti nella Fanpage del nostro giornale.
Oltre il parlare a vanvera con un commento gratuito la situazione dell’approvvigionamento idrico a Castelvetrano è una questione complessa. Come arriva l’acqua nelle case dei castelvetranesi? Da dove il Comune si rifornisce? Primo fra tutti il fornitore resta “Siciliacque Spa” che però fa i capricci con un’altalena nei quantitativi che arrivano nei serbatoi comunali, col monitoraggio e le decisioni da parte della cabina di regia della Regione. Ma questo non basta. Così il Comune aiuta con l’attività di cinque pozzi: Ciancimino, Clemente, La Cascia e poi Ottoveggio 1 e 2. Tutti pozzi, fanno sapere dagli uffici comunali, che riforniscono però pochi quantitativi ciascuno, ecco perché il Comune sta correndo ai ripari con la messa in funzione di ulteriori 3 pozzi: in due i motori erano guasti, nel terzo è stato risolto un problema tecnico che impediva il funzionamento.
La preoccupazione che aleggia è quella della prossima estate, mettendo in conto che da “Siciliacque Spa” non si potranno aspettare quantitativi maggiori, anche per i livelli scarsi nei grossi invasi. Intanto il sindaco dalla sua Fanpage ha comunicato i turni di erogazione in città divisa in zona A e zona B.

AUTORE. Redazione









