I giornali dell’epoca titolarono così: «Come la Juventus 1976/77». Ad avere lo stesso destino – felice – della Juve di quell’anno fu la squadra di calcio di Santa Ninfa che, 49 anni addietro, venne promossa in Prima categoria. Allo stesso modo in cui la Juventus, nella ricca Torino, si aggiudicava lo scudetto nell’anno ‘76/77 la grossa impresa venne compiuta nel Belìce (territorio che, a fatica, veniva fuori dal sisma del ’68) dall’allora formazione al comando del presidente Pietro Vaccara e del mister Giuseppe Colicchia, raggiungendo 54 punti in classifica +9 in media inglese. Ora, a distanza di quasi 50 anni dal quel successo, i giocatori dell’epoca si sono ritrovati per rivive quei momenti tra ricordi e memoria: un campionato pieno di vittorie e poche sconfitte, sino all’ultima partita casalinga giocata col Petrosino e vinta dal Santa Ninfa per 2 a 0.

Una stagione d’oro quella vissuta dalla squadra di Santa Ninfa, paese che usciva fuori dal sisma del 1968 e che si proiettava in una ripresa economica e culturale. Lo sport fu considerato un elemento fondamentale in quel cammino di sviluppo. L’occasione della réunion in un locale di Santa Ninfa è servita per ricordare quei momenti di gloria. Ora come allora c’erano: Antonino Giglio, Roberto Faraci, Leonardo Bonsignore, Filippo Mangiapane, Paolo Bono, Simone Pantaleo, Giuseppe Macaddino, Leonardo Mistretta, Carlo Giubardo, Carmelo Monte, Giuseppe Armata, Giuseppe Argento, Vincenzo Biondo, Gaspare Tortorici, Leonardo Ingrasciotta, Mario Monaco, Giuseppe Roppolo, Salvatore Tumminello e Nicola Critti.

Il tifo sugli spalti nell’ultima partita casalinga Santa Ninfa-Petrosino, giocata nel campionato ’76/77.

L’allora squadra di calcio oggi durante la réunion a Santa Ninfa.

La squadra di calcio del Santa Ninfa nel campionato ’76/77.

AUTORE.