Esasperati e, forse, un po’ rassegnati, «perché nessuno ci ascolta come dovrebbe». È un appello accorato quello che lanciano gli agricoltori del Belìce che chiedono aiuto per restare a galla: «siamo oramai al collasso, perché fare l’agricoltore è diventato difficile». Ieri un gruppo di coltivatori si sono ritrovati in un’azienda di Partanna per parlare su che fare affinché la loro voce raggiunga i palazzi del potere. «L’acqua è l’ultimo problema che dobbiamo affrontare», ha detto Vito Profera. Chi ha terreni in contrada Seggio e Zangara non più irrigare perché il Consorzio di bonifica “Agrigento 3” non eroga acqua: nell’impianto di sollevamento di contrada Zangara a febbraio scorso un furto ha messo ko i motori. E da allora non si sono sistemati. Sino a ora, quando gli agricoltori avrebbero voluto l’acqua per le loro colture, a partire dall’oliva da mensa. Stessa sorte che è toccata alle vigne e agli agrumi della zona.

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