Nella zona dell’antica Vasca selinuntina, tra Castelvetrano e Partanna, sono state già effettuate le analisi geologiche propedeutiche alla definizione di un progetto esecutivo di restauro dell’opera. A confermarlo è stato l’architetto Vincenzo Barresi, alla guida della IV direzione del Comune di Castelvetrano, che sta seguendo il progetto a cura di Siciliacque, opera di “compensazione” rispetto ai lavori del nuovo acquedotto che l’azienda sta realizzando. Attualmente è in essere solamente un progetto preliminare, quello definitivo verrà discusso in una conferenza di servizio ad hoc, alla quale potranno partecipare anche i rappresentanti delle associazioni che, qualche giorno addietro, hanno chiesto un incontro al Comune. Da definire c’è anche l’accesso all’area della Vasca, visto che attualmente il passaggio avviene su terreni privati.

La Vasca selinuntina è di proprietà del Comune di Castelvetrano. Fu scoperta dal Salinas nel 1882 ma è conosciuta da pochi. È un raro esempio di ingegneria idraulica. Si trova sulla strada Castelvetrano-Partanna e vi si accede da una strada interpoderale che conduce alla Torre Bigini di origine medioevale, edificata in una zona che presenta tracce di insediamenti umani risalenti al II millennio a.C. All’interno dell’antico recinto si trova la grande vasca che i Selinuntini avevano costruito per approvvigionare Selinunte di acqua potabile. La vasca, risalente al V e IV secolo a.C., è circolare del diametro di circa 15 metri e profonda 4, costituita da blocchi di pietra arenaria finemente intagliati, insieme ad un sistema di canalizzazione si prolungava per circa 15 chilometri fino a Selinunte, fungendo da acquedotto. All’interno della Vasca si sono registrati alcuni crolli e da qui l’allarme lanciato dal Club Unesco di Castelvetrano, associazione “Prima Archeologica” di Partanna e Pro Loco di Castelvetrano.

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