Dell’antico calvario di Torretta Granitola sono rimaste poche pietre. L’appassionato-studioso della borgata Gianluca Serra ne ha recuperato 4 che si trovavano abbandonate lungo una strada, dopo che, nel 2019, il calvario, da un giorno all’altro, comparve crollato. Ora quelle 4 pietre – massi di tufo di quasi 250 chili ciascuno – sono state portate nel cortile dell’attuale chiesa della borgata e martedì 18 agosto, ore 18, verranno benedette. Frammenti storici che ora, grazie al club nautico e all’Amministrazione comunale, rimarranno come testimonianza di qualcosa che non c’è più. Il calvario per Torretta Granitola è stato un vero monumento storico. A volerlo costruire nel 1904 fu don Giovanni Marchello, che era parroco a San Michele a Campobello di Mazara e celebrava messa nella piccola chiesetta di via Pignatelli a Torretta Granitola.

«Don Marchello lo volle costruire proprio lì, seppur fuori il centro abitato della borgata, perché era il luogo dove era morto Filippo Rubino, un bracciante di Menfi che veniva a Torretta per lavorare la terra», racconta Gianluca Serra. Un monumento dove per decenni si sono fermati i carri coi feretri che poi raggiungevano Campobello, Castelvetrano o Mazara del Vallo. «Il calvario – racconta ancora Gianluca Serra – nell’estate del ’43 venne mitragliato da un aereo inglese perché fu scambiato per una postazione militare». Alla manifestazione di martedì 18 prenderanno parte Bia Cusumano (assessore comunale alla cultura), Gaetano Maniscalco (presidente del club nautico), letture a cura di Francesco Caronna, intervento di Gianluca Serra e benedizione a cura di don Nicola Patti.

Ecco com’era l’antico calvario di Torretta Granitola. Ora non c’è più niente.

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