A Partanna la mancanza d’acqua è diventata cronica e la situazione si è fatta ora emergenziale al punto tale che il sindaco Francesco Li Vigni annuncia di presentare una denuncia alla procura della Repubblica. Da metà dicembre, infatti, la fornitura d’acqua da parte di “Siciliacque Spa” è avvenuta col contagocce, sino a questi ultimi giorni in cui interi quartieri della città sono rimasti a secco. «Attualmente ci vengono forniti 6 litri al secondo, rispetto al fabbisogno della città di 33 litri al secondo – chiarisce il sindaco Li Vigni – e siccome l’intera erogazione cittadina è supportata dalla sola fornitura di “Siciliacque Spa” siamo in sofferenza». I cittadini arrabbiati se la prendono col primo cittadino, «ma la responsabilità è da cercare altrove», dice Li Vigni, «come, ad esempio, a una cabina di regia regionale che non è stata capace di gestire l’emergenza, se ancora a gennaio siamo in difficoltà».

A Partanna la situazione è davvero d’emergenza. Zone come quella di via Giuseppe Garibaldi sono a secco e gli abitanti, per lavarsi e fare le lavatrici, utilizzano le case di villeggiatura. Come Valentina Blunda che va e viene dalla casa estiva di Salemi. La signora Ivana Sciacca, invece, da mesi per riempire la cisterna compra l’acqua con l’autobotte per non rimanere a secco.

Il Comune ha attualmente in prestito l’autobotte del Comune di Poggioreale ma, paradossalmente, «non riusciamo a riempirla con quella poca acqua che ci viene fornita da “Siciliacque Spa”», spiega il sindaco Li Vigni. Al danno la beffa. Gli uffici sono al lavoro per riattivare due pozzi comunali scavati negli anni ’80 e si stanno facendo le prove di portata per aumentare la fornitura cittadina. Basterà? Intanto stamattina i serbatoi dell’asilo nido cittadino sono rimasti a secco: «se “Siciliacque Spa” non aumenterà la portata d’acqua sarò costretto anche a chiudere le scuole», conclude il sindaco.

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