«Gibellina Capitale dell’arte contemporanea rappresenta un riconoscimento di straordinario valore simbolico e concreto per l’intera Valle del Belìce. È la dimostrazione che questo territorio, segnato dalla ferita del terremoto ma capace di reagire con visione e creatività, può diventare un laboratorio nazionale di cultura, innovazione e bellezza, trasformando l’arte in motore di sviluppo economico e sociale». Lo afferma Nicola Catania, coordinatore dei 21 sindaci del Belìce (delle province di Trapani, Palermo, Agrigento) che da domani interverrà alle iniziative commemorative sul territorio a 58 anni dal sisma del 1968. Catania è stato sindaco di Partanna per dieci anni e vice sindaco per altrettanti anni.

«Oggi, però, non basta più parlare solo di ricostruzione, che tra l’altro è incompleta – dice – accanto alla memoria e alla rigenerazione urbana, è necessario che le forze di governo, sia a livello nazionale che regionale, concentrino il proprio impegno sul rilancio economico del Belìce. Servono politiche concrete che offrano opportunità, sostengano le imprese, creino lavoro e trattengano i giovani. La cultura può e deve essere il punto di partenza, ma va accompagnata da investimenti, infrastrutture ancora mancanti, in particolar modo le opere di urbanizzazione primarie in alcune città che nel 2026 sono ancora mancanti, e servizi capaci di garantire un futuro solido e duraturo a questa terra», ha concluso Catania.

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