Nessuno dei due, forse, doveva essere lì in quel momento. Eppure le storie di Gabriele Scalisi e Paolo Campo si intrecciano nella tragedia successa martedì 2 giugno al lido “Monnalisa beach” di Tre Fontane e raccontano di un’umanità profonda e solidale. Già, perché è bastato quell’appello dello chef del locale Maurizio Accardo tramite il nostro giornale per trovare quelle due persone, l’una con la maglia blu e l’altra con la maglia bordeaux ritratti in una foto di fortuna, che lui ha definito «angeli». Due vissuti diversi, due professioni opposte in due luoghi lontani: l’uno di Salemi e l’altro di Sciacca. È bastato il tam tam sui social, il servizio di CastelvetranoSelinunte.it che è rimbalzato tra i gruppi WhatsApp, amici, colleghi di lavoro, per scoprire chi erano quelle due persone che hanno aiutato Maurizio Accardo a non rimanere tra il fuoco e il fumo mentre si disperava tentando di domare il fuoco con l’estintore.

Ora che quei momenti difficili sono passati, Maurizio Accardo ha espresso il desiderio di incontrare nei prossimi giorni i due «angeli», dai quali CastelvetranoSelinunte.it ha raccolto le loro testimonianze. Gabriele Scalisi (quello con la maglia bordeaux), 58 anni, è medico di Salemi, con un’esperienza di pronto soccorso a Castelvetrano per 17 anni e da 5 in Pneumologia al “Sant’Antonio Abate” di Trapani: «Con gli amici avevamo deciso di andare a pranzare al Monnalisa – racconta – improvvisamente abbiamo visto i ragazzi dello staff che si muovevano in maniera concitata, hanno preso gli estintori e sono andati verso la cucina da dove vedevamo già uscire il fumo». Momenti difficili, secondi di paura, la famiglia e gli amici fatti allontanare e Gabriele Scalisi che è rimasto lì per aiutare Maurizio, in mezzo agli altri dello staff: «lui era vigile, impaurito ma vigile, non mi sono allontanato da lui sino a quando non è arrivata l’ambulanza del 118 che lo ha portato via verso l’ospedale».

Paolo Campo come il medico Gabriele. È lui quello ritratto con la maglia blu tra le foto di quei momenti difficili. Originario di Sciacca, 63 anni, da 27 è operaio del Corpo Forestale. Turnista della stagione antincendio in Sicilia lavora alla postazione “Sambuca 20” sul territorio di Sciacca. Di fiamme e fuoco nella sua carriera Paolo Campo ne ha visti tanti: «Eravamo a pranzo a Triscina con amici e abbiamo deciso di andare a prendere un gelato al “Monnalisa” – racconta – eravamo seduti sulla terrazza esterna del locale quando, a un certo punto, abbiamo iniziato a vedere il fumo che usciva dalla cucina. Io ho subito detto allo staff di disattivare il pannello elettrico centrale e con la pompa del lido ho iniziato a buttare acqua nel vano cucina, ma ho capito che l’incendio stava assumendo dimensioni più grosse. Sono entrato e vedendo in mezzo al fumo lo chef che tossiva davanti al lavello, l’ho tirato fuori lontano dal fuoco e lo abbiamo fatto stendere a terra». Lì c’era anche Gabriele Scalisi. Gli sguardi di Maurizio e Paolo si sono incrociati l’ultima volta sull’ambulanza del 118: «Ho provato a tranquillizzarlo – ricorda ora Paolo Campo – poi quello sportello si è chiuso e le sirene si sono accese con l’ambulanza in direzione di Castelvetrano». Oggi Maurizio Accardo vuole incontrare quel medico e quell’operatore Forestale che hanno un volto e un nome; per abbracciarli e dirgli «grazie» per cosa hanno fatto.

A sinistra Paolo Campo e Gabriele Scalisi nella foto pubblicata ieri dal nostro giornale. Al centro l’operatore Forestale di Sciacca e a destra il medico salemitano.

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