Che danno fa la droga? Cosa genera nell’uomo, in moltissimi casi in giovane età, l’uso del crack? È quello che si sono chiesti Antonino Lombardo e Alessio Angelo, due mazaresi legati da una profonda amicizia, l’uno podologo con la passione per la fotografia, l’altro antropologo e docente di Letteratura italiana. Quelle domande che i due si sono posti è diventato un vero progetto d’impatto sociale: “Crepe”, col duplice obiettivo di allestire una mostra fotografica e scrivere un libro che, a partire dalle storie di vita, mettesse al centro la prevenzione, raccontando le sofferenze e provando a dare strumenti ai giovani per dire no alla droga. Antonino e Alessio hanno scelto di incontrare chi sta vincendo la battaglia contro la droga. E così si sono recati due centri del territorio: “Salute e Benessere” di cui è responsabile Margherita Ippolito e la “Casa dei giovani” diretta Maria Celestino.
Dall’incontro con chi ha deciso di dire “basta” alla droga sono venute fuori immagini e racconti che “umanizzano” la figura del tossicodipendente. «Tutto è iniziato perché mio cugino, giovane studente di terza media, doveva condurre sul tema», racconta Antonino Lombardo. Da lì l’indagine sul consumo di crack nella Sicilia Occidentale che ha conseguenze devastanti, che poi ha portato i due amici dentro i centri di recupero. «Il nome del progetto – Crepe – nasce da una tecnica internazionale di smalto per ceramica – craquelè – in cui la stessa ceramica si rompe dando origine a un rumore onomatopeico. Nelle ceramiche tutto questo è un pregio, perché queste rotture danno valore all’oggetto. La nostra idea è vedere queste crepe e fratture di salute e di relazioni familiari, come se fossero un “valore”, perché sono parte delle persone. Persone che hanno delle crepe più profonde rispetto ad altre vite, ma che comunque fanno parte del quadro del paesaggio della vita», racconta Alessio Angelo.
Quelle raccontate da Antonino e Alessio sono storie dolorose. Persone dai 30 ai 60 anni di età, alcuni in stato di detenzione, altri con il braccialetto elettronico, altri in attesa di giudizio, oggi sul cammino del recupero. Alcuni sono stati denunciati dalla madre e dai familiari per iniziare il percorso di carcerazione, altri sono stati colti in flagranza di reato. Ex tossici che provano a rinascere. «Qualcuno si è sposato, sono nate delle amicizie all’interno di queste comunità dove l’intento è anche quello di umanizzare, oltre a far espiare una pena, intraprendendo un percorso di recupero», spiegano Antonino e Alessio.

Antonino Lombardo e Alessio Angelo.











