È partita oggi da Campobello di Mazara la carovana per un’economia di pace, promossa da “Sbilanciamoci” e “Rete, pace e disarmo”, con la collaborazione di Flai Cgil. La campagna si pone contro le scelte di riarmo e di conflitto, proponendo, invece, un modello economico fondato sulla sostenibilità, sull’agroecologia, sul lavoro dignitoso, sui diritti, sulla giustizia sociale e sulla lotta alla povertà. La scelta di iniziare a Campobello di Mazara non è stata causale. In paese attualmente ci sono migranti economici per la raccolta delle olive e la Flai-Cgil, tramite la “brigata del lavoro”, li incontrerà per fargli conoscere i loro diritti. Oggi pomeriggio in aula consiliare è stata presentata l’iniziativa, presieduta da Giovanni Di Dia, segretario provinciale Flai-Cgil. Domattina all’alba il primo appuntamento col sindacato di strada in alcuni punti strategici di Campobello di Mazara. Domani pomeriggio, invece, la carovana sarà a Strasatti. «Noi pensiamo che la priorità in Italia non è quella di costruire aerei da guerra ma quelli per spegnere gli incendi – ha detto Giulio Marcon, presidente di “Sbilanciamoci” – fabbricare le Tac, produrre oggetti utili come i pannelli solari, aumentare piuttosto gli infermieri che i soldati». Alla conferenza sono intervenuti anche Giulia Torrini, presidente dell’Ong “Un ponte per…”, Tommaso Castronovo di Legambiente Sicilia («dobbiamo guardare con attenzione alla transizione ecologica abbandonando l’idea delle fonti fossili»), Pierluigi Marini (esecutivo nazionale Udu), Laura Marmorale, presidente di “Mediterranea Saving Humans”.
La carovana per un’economia di pace, dopo Campobello e Strasatti, attraverserà l’Italia toccando luoghi simbolici di resistenza, solidarietà e impegno civile. Sarà a Cassino con gli operai di Stellantis, a Roma all’ospedale Spallanzani con infermieri e medici, a Cameri in provincia di Novara dove si assemblano gli F-35, a Bologna al carcere Dozza, simbolo del sovraffollamento carcerario, a Trieste con la LAV contro la sperimentazione sugli animali, a Roma con i Fridays for Future per il clima, a Rivoli vicino Torino alla scuola Darwin dove un crollo ha ucciso uno studente, a Messina contro il progetto del Ponte sullo Stretto, a Milano all’Università Statale e con la finanza etica, e perfino nei CPR in Albania, dove sono detenuti migranti.
Oggi pomeriggio le conclusioni sono state affidate a Giovanni Mininni, segretario generale Flai-Cgil: «Il nostro giro culminerà con una controproposta alla Finanziaria del Governo. L’obiettivo è una società di pace, non dobbiamo arrenderci o rassegnarci seppur queste cose sembrano più grandi di noi».

Tommaso Castronovo, presidente di Legambiente Sicilia.











