Peppino ImpastatoLa prefettura di Trapani ignora l’esistenza di Peppino Impastato, e necessita di un curriculum per assegnare ad una piazza in suo onore. Il consigliere comunale marsalese Gioacchino Gesone aveva, tempo fa, chiesto al consiglio comunale di approvare una mozione per intitolare una piazza a Peppino Impastato, è stato addirittura necessario da parte del consigliere comunale sollecitare l’assessore responsabile per la toponomastica Antonino Sammartano, arrivando a chiederne le dimissioni.

L’incartamento arriva finalmente in prefettura, la quale dovrebbe accertare l’esistenza dei requisiti formali e dare il cosiddetto “via libera” e invece no, alla procura di Trapani serve il curriculum e manda tutto indietro al comune di Marsala. Non tardano le reazioni: Claudio Fava euro-parlamentare dichiara: “Se un prefetto della Repubblica o i suoi collaboratori in servizio in Sicilia ignorano chi siano le vittime della mafia e quale sia la storia delle loro battaglie, è bene che quel prefetto o i suoi collaboratori cambino immediatamente mestiere.

Ora al Ministro Maroni – conclude il parlamentare europeo eletto in Sicilia – chiediamo la rimozione del Prefetto o dei suoi collaboratori responsabili della richiesta di curriculum di Peppino Impastato e le scuse del governo ai siciliani”; Sonia Alfano presidente dell’associazione nazionale vittime di mafia: “Davanti all’ignoranza dei suoi funzionari, il Prefetto di Trapani dovrebbe immediatamente assegnare questi signori ad altre funzioni perche’ con il proprio operato hanno arrecato un danno alle Istituzioni dello Stato e inferto un nuovo doloroso colpo alla famiglia Impastato e alla figura di Peppino.

Gli Italiani si aspettano che le Istituzioni preposte alla difesa del territorio anche dalle organizzazioni criminali lo facciano soprattutto in nome e nella memoria delle tante persone uccise dalla mafia e per farlo il primo e banale requisito e’ conoscerne la storia”; e ancora Giuseppe Giulietti portavoce di articolo 21: “Se un prefetto della Repubblica o i suoi collaboratori in servizio in Sicilia ignorano chi siano le vittime della mafia e quale sia la storia delle loro battaglie, è perlomeno sconcertante, spero vivamente che il tutto sia stato generato da un equivoco Non vorrei, che nel furore revisionista in corso, dove uno come Mangano viene definito una vittima, la storia di Peppino Impastato venga insultata e con lui tutti quelli che a prezzo della loro vita hanno coraggiosamente lottato contro la mafia pagando con la vita il proprio impegno”.

La prefettura di Trapani non sa che il giornalista Peppino Impastato è stato ucciso dalla mafia in seguito alle sue pesanti critiche contro un certo sistema politico ed economico, ha bisogno di un curriculum per ricordare che è stato ucciso perché la sua “Radio Aut” era scomoda, la prefettura di Trapani ignora il fatto che un tribunale della Repubblica Italiana ha condannato Vito Palazzolo, ritenuto l’esecutore del delitto, a trent’anni di carcere e Gaetano Badalamenti (Lù Zù Tanu) all’ergastolo in quanto mandante, la prefettura di Trapani forse avrebbe davvero bisogno di informarsi, se davvero non sanno chi sia stato Peppino Impastato. La nota da parte del prefetto Trotta però dirada i dubbi, dichiarando in perfetto burocratese che: “la Prefettura ha tempestivamente avviato, ai sensi della legislazione vigente in materia, il relativo procedimento amministrativo, nel cui contesto e’ prevista, tra l’altro, l’acquisizione di una biografia della persona interessata – a prescindere dalla notorieta’ dalla stessa acquisita – anche allo scopo di consentire la formulazione del prescritto parere da parte della societa’ siciliana per la Storia Patria”.

Non ci si spiega però perché sia necessario acquisire il curriculum di un personaggio del calibro di Impastato, è stato celebrato con il film “I Cento Passi”, ha lottato contro la mafia, è stato ucciso da questa: dovrebbe essere un dovere intitolargli una piazza!
Si dovrebbe dare per scontato il fatto che meriterebbe anche più del suo nome ad una piazza perché la nostra “Storia Patria” è fatta di vittime, sangue e terrore sparso sulla nostra bellissima terra, e dovrebbe vergognarsi chi mette in discussione questo, chi rinnega e fa orecchie da mercante.

Fa ancora più specie il fatto che non è la voce del popolo che dice una cosa del genere, ma la prefettura, e allora le cose sono due: o in prefettura c’è gente ignorante (che non sa!!!), oppure c’è gente molto, molto scrupolosa: “non sia mai che questo Peppino Impastato in realtà non sia stato un terrorista, o un bombarolo. Sarebbe davvero imbarazzante intitolargli una piazza!”. Nella prima ipotesi credo che sarebbe giusto che certa gente vada a fare qualche altro mestiere, la seconda ipotesi… beh la ritengo fantascienza!

E tutto questo da una provincia, quella di Trapani, che si trova al centro dell’attenzione, per la presenza di uno dei boss più importanti della Sicilia occidentale. Una provincia nella quale si dovrebbe parlare continuamente di mafia, perché deve svegliarsi e deve capire quanto questo sistema sia sporco e corrotto e quanto male faccia a noi e quanto potrà in futuro farne ai nostri figli ed ai nostri nipoti. Una provincia che è diventata alla mercè di cosa nostra, che si vede schiacciare l’economia, e la vita sociale e politica da interessi personali. Una provincia dove tutti lavorano per l’interesse di pochi.
La provincia nella quale la prefettura non sa chi sia Peppino Impastato

Teresa Ilardo