Avete presente il delizioso sottofondo musicale dei Mondiali 2010, quella specie di strombazzamento continuo che a fine partita ha prodotto la gradevole sensazione di aver passato 5 ore immerso nel traffico di una nostra grande metropoli.

La causa di questa cacofonia è la VUVUZELA, tipica trombetta sudafricana che dovrebbe riprodurre il barrito dell’elefante.

Da usanza locale e fenomeno che sta caratterizzando il Mondiale sudafricano, le ‘vuvuzelas’ potrebbero presto sbarcare in Europa ed ‘invaderè gli stadi del Vecchio Continente. A sottolinearlo per prime sono state alcune emittenti radiofoniche di Johannesburg, secondo cui «almeno un milione di ‘vuvuzelas’ sono state vendute, anche via internet, nel Regno Unito, in vista della prossima stagione».



La conferma arriva da quanto scrive il quotidiano sudafricano ‘The Times’: «le ‘vuvuzelas’ promettono di essere il ricordo della Coppa del Mondo 2010, ma presto troveranno la loro strada verso Old Trafford, Wembley e gli altri stadi inglesi». Il giornale cita anche quanto scritto via Twitter dal ‘columnist’ calcistico del ‘Daily Telegraph’, Henry Winter: «25mila dei tifosi inglesi arrivati in Sudafrica per sostenere la loro nazionale porteranno a casa almeno un paio di vuvuzelas a testa, per farne uso in Premier League nella prossima stagione: che farà la federcalcio inglese?».

Dietro al fenomeno delle ‘vuvù così com’è adesso non ci sono soltanto le usanze popolari. Da antico strumento di richiamo delle popolazioni indigene, fatto con le corna degli animali, la ‘vuvuzelà si è trasformata nelle lunghe trombe di plastica che vengono vendute ovunque in Sudafrica, e che adesso sono proposte al pubblico con i colori di tutte e 32 le nazionali del Mondiale (c’è anche quella dell’Italia, con la scritta in basso ‘Forza Azzurrì).

L’idea di commercializzare le ‘vuvuzelas’ è venuta negli anni ’90 alla società Masicendane Sport, ed al suo amministratore delegato Neil Van Schalkwjk, il quale ha rivelato all’altro quotidiano sudafricano ‘The Star’ di «aver già venduto un milione e mezzo di vuvuzelas in Europa per la prossima stagione». Il tutto ha reso alla società 15 milioni di rands, pari a circa un milione e mezzo di euro. Altri due milioni di euro circa dovrebbero essere incassati grazie al movimento di affari generato durante il Mondiale, e nei mesi immediatamente successivi.

Infatti questa società, che ha il copyright sulla ‘vuvù come viene fatta adesso, ovvero in plastica, incassa una percentuale su ogni tromba che viene venduta.