Per la prima volta, la circolazione del virus West Nile è stata individuata in due Comuni della Provincia di Trapani. Dal Cesme la conferma della positività sierologica al virus West Nile per tre cavalli su cinque che erano stati sottoposti a campionamento. L’area non era classificata come “area con circolazione virale” .

Le autorità sanitarie locali svolgeranno i dovuti approfondimenti diagnostici nelle aziende del Comune di Erice e di Valderice (Trapani), alle quali appartenevano i cinque cavalli con sintomatologia clinica di tipo neurologico, sottoposti a campionamento, tre dei quali sono risultati positivi al virus West Nile.

La positività sierologica è stata confermata ieri dal Cesme, il Centro di Referenza per le malattie esotiche. Ulteriori indagini di laboratorio sono in corso per accertare alcuni risultati dubbi ottenuti sui campioni degli altri 2 equidi, appartenenti a 2 diverse aziende nel comune di Valderice.

Gli approfondimenti diagnostici riguarderanno le aziende focolaio e i territori circostanti (raggio di 4 Km) allo scopo di definire l’area di diffusione del virus. L’area territoriale interessata non risultava classificata quale area con circolazione virale e per la prima volta è sede di individuazione di circolazione del virus.


Il Ministero della Salute ha scritto agli Assessorati Regionali alla Sanità affinchè siano informati i servizi veterinari territoriali in modo da “attuare in maniera sollecita e puntuale” tutte le procedure di intervento e relative ai flussi informativi previste dal Piano nazionale di sorveglianza per la encefalomielite di tipo West Nile (D.M. del 29 novembre 2007 e sue successive modifiche ed integrazioni).

Scarica il bollettino epidemiologico (aggiornato al 2 settembre 2010)

Il virus del Nilo occidentale (noto anche con la denominazione inglese West Nile Virus) è un flaviviridae del genere Flavivirus (di cui fanno parte anche il virus della febbre gialla, il virus dell’encefalite di Saint-Louis e il virus dell’encefalite giapponese). Il suo nome viene dal distretto di West Nile in Uganda, dove è stato isolato per la prima volta nel 1937 in una donna che soffriva di una febbre particolarmente alta. In seguito è stato trovato negli uomini, negli uccelli e nei moscerini in Egitto negli anni cinquanta, diffondendosi infine anche in altri Paesi.

La malattia ha un andamento endemico-epidemico ed è diffusa soprattutto in Africa (specie in Egitto), Medio Oriente, India, Europa e, più recentemente, negli Stati Uniti, dove la prima epidemia è stata dichiarata a New York nel 1999. Colpendo sia i cavalli, sia le persone, all’apice del focolaio epidemico del 2002, sono stati registrati 15.000 casi solo nei cavalli. Allo stato attuale, il virus della West Nile costituisce una minaccia annuale per i cavalli e per le persone negli Stati Uniti, dove la malattia è diventata endemica. L’impatto sui cavalli e nell’industria americana dell’allevamento equino è stato devastante, con un tasso di mortalità circa del 40%. Nel 2008 un focolaio endemico in Italia ha determinato casi nelle persone così come nei cavalli. Sono stati riportati casi di infezione in 77 cavalli e due persone, come del resto era accaduto negli Stati Uniti.

(fonte. luigiboschi.it / wikipedia.it)