L’antica abbazia normanna, solitaria sul poggio che domina Mazara; un mulino dal tetto rosso e dalle grandi pale che apre le porte per la prima volta tra le piramidi candide delle saline trapanesi; i sentieri e il santuario sulla vetta di Monte Bonifato. Le Vie dei Tesori arrivano al terzo e ultimo weekend a Mazara del Vallo, Trapani e Alcamo e invitano a guardare le tre città da prospettive diverse, spesso allontanandosi dai centri storici e dai comodi percorsi consueti. Sabato 3 e domenica 4 ottobre si potrà camminare lungo l’antica Regia Trazzera seguendo le vie dell’acqua di Misiliscemi e tra le cave di tufo di Paceco; si entrerà in antichi bagli agricoli diventati spazi d’arte contemporanea; si scopriranno fornaci romane e un antico granaio arabo. E a Mazara si potrà passare dai silenzi della Riserva di Lago Preola e Gorghi Tondi al dedalo multietnico della Casbah, da percorrere anche di notte.
Dopo questo weekend le tre città (e le altre di questo primo gruppo) lasceranno il testimone a Caltanissetta, Corleone, Marsala, Sciacca e Termini Imerese (dal 10 al 25 ottobre), e alle due new entry Santa Flavia e Castelvetrano. Dal 17 al 25 ottobre si unisce Mantova; dal 24 ottobre al 15 novembre arriva Ragusa. Catania occupa un mese intero, dal 10 ottobre all’8 novembre. E infine Palermo dove i fine settimana di visite, esperienze e passeggiate saranno addirittura sei, dal 9 ottobre al 15 novembre. Sempre con il supporto di Unicredit e Mangia’s.
MAZARA. DALL’ABBAZIA CHE DOMINA LA CITTÀ ALLA CASBAH
Bisogna lasciare il centro e salire su un poggio verso levante per raggiungere la Regale Abbazia di Santa Maria dell’Alto o delle Giummare, uno dei luoghi più affascinanti e misteriosi di Mazara. Persino la sua origine resta sospesa tra ipotesi diverse: forse risale al 1085, forse ha radici bizantine, forse ancora fu voluta nei primi anni del XII secolo da Giuditta, figlia del conte Ruggero. È comunque un monumento normanno particolare, unico nella Sicilia occidentale per la copertura a volta a botte, con una sola navata scandita da tre archi acuti; custodisce una Madonna col Bambino scolpita nel 1572 da Gioacchino Castagnola. Poco lontano cambia completamente il paesaggio: complice il clima ancora dolce, si raggiunge la Riserva Lago Preola e Gorghi Tondi, tra colline calcaree, vigneti e uliveti; qui emergono i laghi salmastri del Cantarro, mentre tra macchia mediterranea e zone umide vivono la testuggine palustre siciliana e il tarabusino, piccolo uccello migratore che è ormai il simbolo della riserva.
Poi si torna in città, dove i misteriosi mosaici di san Nicolò Regale sono un vero spettacolo e, grazie al nuovo sistema di passerelle appena inaugurato, si possono finalmente osservare da vicino. Sabato alle 18 si attraversano in e-bike i vicoli che abbracciano la Casbah, per scoprire, tra colori e profumi, il volto multietnico di Mazara; alle 19 yoga al tramonto sul lungomare San Vito e alle 21.30 rieccoci alla Casbah, ma stavolta a piedi, mentre la notte si fa fresca e le case si riversano nelle strade. Domenica alle 11 la passeggiata sui “Mille volti di Mazara” attraversa San Giovanni, San Francesco, l’antica Giudecca e Xitta, ricostruendo la planimetria della città murata. E per tutto il weekend si potrà anche scoprire il territorio attraverso i suoi vini con Val di Mazara in calice o raggiungere la settecentesca cantina di Baglio Aimone all’interno della Riserva per seguire la vendemmia, visitare la cantina e degustare tre vini abbinati a prodotti a km0. Domenica pomeriggio i più piccini potranno plasmare l’argilla e creare piccoli mostri marini.
TRAPANI. IL MULINO TRA LE PIRAMIDI DI SALE
Ha il tetto rosso e le grandi pale che sembrano salutare le piramidi di sale candido: è una delle immagini affascinanti delle saline trapanesi. Per l’ultimo weekend delle Vie dei Tesori apre per la prima volta alle visite il Mulino della Salina Galia-Canino, recuperato da maestranze specializzate grazie ai fondi PNRR. Si potrà salire al primo terrazzamento e gettare un occhio all’interno della struttura, stretta e ripida: nato dalla passione di un geometra innamorato di questo paesaggio lunare, il mulino è l’unico ad essere stato restaurato integralmente. E se si è fortunati, ci saranno i fenicotteri a tener compagnia ai visitatori.
Ma questo ultimo weekend porta soprattutto nella campagna trapanese, seguendo due itinerari molto diversi. Sabato alle 9.30 si parte da Misiliscemi per seguire le vie dell’acqua e l’antica Regia Trazzera Trapani-Mazara: dal Pozzo Karari, testimonianza del feudo di Fontanasalsa e di un sistema di raccolta dell’acqua di origine araba, si cammina tra campi e pietre antiche, leggendo nel paesaggio le tracce di un bene prezioso che per secoli ha determinato la vita di queste terre. Domenica alle 9.30 si cambia scenario con l’archeotrekking a Paceco: dal centro del paese verso le campagne, tra testimonianze di antichi insediamenti, le perriere da cui veniva estratto il tufo e infine il bacino della diga Baiata. Invece a Fontanasalsa il paesaggio rurale incontra l’arte contemporanea: l’antico baglio LiberaMeLiberaTutti è stato recuperato da due fratelli che hanno trasformato alcuni dei magazzini dove un tempo si accumulavano le olive, in gallerie per scatti fotografici di artisti siciliani e sudamericani; le antiche cappelle sono diventate laboratorio e spazio espositivo, il frantoio ospita un’installazione e la torretta quattrocentesca un coworking. Domenica saranno gli stessi proprietari ad accompagnare i visitatori, chiudendo il percorso con l’olio biologico dell’azienda Xiggiani. A poca distanza, un altro Baglio, Fontanasalsa conserva invece intatta la memoria del lavoro agricolo. Appartenuto per generazioni alla famiglia Burgarella, apre sabato e domenica alle 9 con la proprietaria Nina Sanacore: si raggiunge il frantoio di fine Ottocento dove restano le grandi molazze di pietra un tempo spinte dagli animali, seguendo il percorso dell’oliva fino all’olio, che si assaggerà alla fine della visita.
ALCAMO. DAL MONTE BONIFATO ALLE FORNACI DI DUEMILA ANNI FA
Ad Alcamo si parte dall’alto, da Monte Bonifato, montagna, riserva naturale e luogo profondamente legato alla devozione della città. Sulla vetta sorge il Santuario di Maria Santissima dell’Alto, la Maronna di l’avutu degli alcamesi. La leggenda racconta che nel Cinquecento un’antica icona della Madonna fu ritrovata tra le mura del castello di Bonifato e che, dopo le preghiere di un devoto, “sorse” dal terreno fino all’altezza di un altare. La chiesa fu costruita nel 1558 da tre frati carmelitani e il monte divenne meta di pellegrinaggi lungo una via sacra scandita da quattordici figurelle. Sempre sul Bonifato, sabato alle 16.30 i bambini potranno trasformarsi in piccoli artisti-esploratori con “Dipingiamo con la natura”, laboratorio tra alberi, foglie, rami e cortecce della Riserva. Domenica mattina, invece, si scende fino al fiume San Bartolomeo per una passeggiata dentro un’autentica fabbrica di duemila anni fa. Le antiche fornaci romane occupavano un’area produttiva di circa 2500 metri quadrati, attiva tra la fine del I secolo avanti Cristo e la metà del V secolo dopo Cristo: sono ancora leggibili le aree delle botteghe, i magazzini di stoccaggio e il deposito, intorno a quelle che dovevano essere almeno quindici fornaci. La passeggiata parte domenica alle 9.30.
Nel pomeriggio, alle 16.30, si torna invece nella campagna, tra vigneti e panorami aperti, per raggiungere quello che il programma indica come il più antico granaio arabo d’Italia, lungo un percorso ad anello di quasi due chilometri. E resta il percorso nella vallata di Calatubo, dal castello arroccato sopra un insediamento e una necropoli elima fino alla misteriosa Cuba delle Rose, legata alla leggenda di due giovani innamorati appartenenti a famiglie rivali.
Tutti i programmi delle città che vivono il festival a settembre e ottobre si possono consultare on line (www.leviedeitesori.com).
La formula resta sempre la stessa: basta acquisire il coupon per l’ingresso con visita guidata sul www.leviedeitesori.it o negli infopoint allestiti durante il Festival in ogni città. Un coupon da 18 euro è valido per 10 visite, da 10 euro per 4 visite e da 3 euro è valido per un singolo ingresso. Per le passeggiate, coupon da 8 euro. Per le esperienze, i coupon sono di valore variabile. I coupon sono validi nei comuni della stessa provincia. Consigliata la prenotazione on line su www.leviedeitesori.com. A chi prenoterà verrà inviata per mail una pagina con un codice QR con giorno/orario di prenotazione da mostrare all’ingresso dei luoghi sul proprio smartphone o stampata. In alternativa, ci si può presentare direttamente all’ingresso dei luoghi mostrando la pagina con il codice QR ricevuta via mail al momento dell’acquisto, ma si entrerà soltanto se ci sono posti disponibili. I coupon non sono personali e possono essere utilizzati da più visitatori, anche simultaneamente e in posti diversi, fino a esaurimento del loro valore. Per chi è sprovvisto del coupon “multiplo” saranno disponibili nei luoghi solo ticket da 3 euro. Le scuole o i gruppi possono scrivere a info@leviedeitesori.com. I coupon sono donazioni scaricabili dalla dichiarazione dei redditi a organizzazioni non lucrative di utilità sociale.




















