La seconda sezione della Corte di Appello di Palermo ha confermato la condanna a 3 anni e 6 mesi, nonché al pagamento di 12 mila euro di multa, per un gioielliere di Trapani accusato di usura. Il signor T.M., 64 anni, è stato condannato perché, dal 2012 al 2015, avrebbe richiesto e ricevuto più di 40.000,00 euro da un imprenditore di Castelvetrano a titolo di interessi usurai. Già il Tribunale di Trapani, in primo grado, aveva condannato il gioielliere: a fronte di un prestito di 80 mila euro concesso all’imprenditore che versava in gravi condizioni economiche, l’imputato avrebbe preteso e ottenuto le predette somme a titolo di interessi, senza mai imputarle al rimborso del prestito, superando così il tasso soglia che configura l’usura. L’imprenditore ha così iniziato a collaborare con gli inquirenti, ricostruendo tutti i passaggi della vicenda. L’imputato è stato, inoltre, interdetto dai pubblici uffici per 5 anni e condannato alla confisca di 40.400 euro sequestrati durante le indagini. La Corte d’Appello lo ha anche condannato al pagamento del risarcimento dei danni in favore della vittima, da quantificarsi in sede civile.
«Esprimiamo soddisfazione per l’esito dell’appello che ha confermato in toto l’impianto della pubblica accusa già fatto proprio dai giudici di primo grado. Le dichiarazioni della persona offesa riscontrate dai dati documentali e dalla perizia svolta in fase di dibattimento hanno, a nostro parere, offerto un quadro netto che delinea la penale responsabilità dell’imputato oltre ogni ragionevole dubbio», ha commentato l’avvocato Giuseppe Accardo, difensore della parte civile.

Giuseppe Accardo, avvocato










