E’ cominciata la resa dei conti nell’Udc trapanese. La corrente di Adamo – Pompeo è andata giù. Alla fine ha vinto Mimmo Turano, e se la gode.

E’ riuscito a resistere allo tsunami grillino, ad arrivare primo della lista prendendo voti in tutta il collegio della provincia, e a lasciare a casa il suo avversario interno, Gianni Pompeo. L’ex Sindaco di Castelvetrano “è stato abbandonato dalla sua città”, ha detto Giulia Adamo. Ma lui non ci sta.

«A differenza di quanti in questi giorni hanno affermato che la mia città mi abbia tradito, i dati elettorali parlano invece di un’altra realtà». Pompeo è stato votato da 4.371 elettori nei 24 comuni della provincia. «Non mi sento affatto sconfitto, tutt’altro. Mi sono candidato alle regionali, in un momento difficile, per sostenere, da uomo di partito quale sono, la mia lista, pur sapendo di competere con un candidato come Mimmo Turano, ex deputato regionale dal 1996 al 2008, ex assessore regionale nonché presidente “uscente” della provincia, personaggio sicuramente molto più strutturato nel collegio di quanto lo potessi essere io», dice l’ex sindaco. Pompeo fa l’analisi del dato elettorale: «Messo a raffronto con gli altri due ex colleghi sindaci, Fazio (11,8%) e Scala (9,3%), io a Castelvetrano ho raggiunto il 15,8% dei voti, nonostante l’alto tasso di astensionismo».

Cos’è che non va? Per Pompeo il problema è da cercarsi tra Trapani ed Erice. «Alla luce dei risultati elettorali, il partito in provincia va immediatamente commissariato, perché se in alcuni centri ha incassato ottimi risultati, in altri questi sono stati deludenti». ATrapani ed Erice, dove l’Udc come lista ha raggiunto soltanto il 3,2% e il 2,9%. “Dove sono i voti della dirigenza trapanese ed ericina?”.

Alla fine Pompeo esce, come si suol dire, “naturale”. E in maniera molto democristiana chiede ad alta voce: “Dove sono i voti di Peppe Poma?”. Il presidente del consiglio provinciale, dunque, è il grande imputato di questa sconfitta. E con lui anche il segretario provinciale Daidone, e l’ex capogruppo dell’Udc Sinatra. Aggiunge Pompeo «Se durante la campagna elettorale Livio Daidone e Maurizio Sinatra si sono premurati di annunciare le dimissioni dal partito, ad oggi nelle mie mani non è pervenuto nessun documento ufficiale». Una ulteriore considerazione di Pompeo riguarda il presidente regionale dell’Udc: «I dati elettorali spazzano via ogni dubbio sulla lealtà e sulla coerenza di Giulia Adamo, che si è spesa non per un singolo candidato, come pure qualcuno aveva insinuato, ma, e in maniera corretta, per l’intera lista, conseguendo un risultato complessivo positivo e meritorio». Pompeo ha, altresì, augurato «buon lavoro a Mimmo Turano al quale chiederò – dice l’ex sindaco – un impegno concreto all’Assemblea Regionale Siciliana». E ha aggiunto: «Il partito nella mia città ha raggiunto, e di gran lunga, la più alta percentuale di voti della provincia (20,2%) – ha detto Pompeo – e questo è sicuramente il riconoscimento di un impegno concreto messo in atto in tutti questi anni da me e dalla classe dirigente del partito». E ha concluso: «Ringrazio tutti gli amici della provincia che con lealtà, impegno e passione mi hanno sostenuto ed i miei concittadini castelvetranesi che continuano a manifestarmi attenzione e sostegno e dai quali non mi sento né tradito né tantomeno deluso».

Replica Daidone: “Pompeo prima di chiedere il commissariamento avrebbe dovuto dimettersi da presidente provinciale del partito. Per motivi di opportunità avrebbe dovuto farlo dopo essersi candidato. Le mie dimissioni sono state notificate al vertice regionale dell’Udc ed erano a conoscenza del vicesegretario Lorenzo Cascio. Troppo comodo addebitare agli altri la responsabilità di un dato negativo. Noi ci siamo dimessi a tempo debito contestando i metodi di selezione di una lista chiusa in se stessa per garantire soltanto una corsa a due per il seggio”.

Scendono in campo anche i giovani dell’Udc. In un lungo documento parlano di “esigenza di rinnovamento”. Il Coordinatore Provinciale del Movimento Giovanile UDC, Vito Campo, ha ufficializzato la posizione del movimento che rappresenta: «E’ evidente il fatto che la società è attraversata da un forte bisogno di rinnovamento e da un altrettanto forte sentimento di repulsione per la politica tradizionale. A questo sentimento la politica – argomenta Vito Campo – è chiamata con urgenza a dare una risposta: in termini di innovazione delle istituzioni democratiche e di ricambio di una classe dirigente consumata e distante dalle reali esigenze dei cittadini.

A distanza di meno di un anno dal congresso provinciale che ha portato alla scelta di Livio Daidone come segretario provinciale del partito, è sintomatico della necessità di un serio rinnovamento il fatto che il Presidente Provinciale del partito, Gianni Pompeo, ne chieda oggi il commissariamento. La ricerca di nuovi equilibri non sarà facile e, dato che si tratterà di modificare profondamente lo status quo, richiederà una forte coesione e una profonda unità d’intenti. In altri termini, sarà necessaria una gestione politica molto attenta, capace di traghettare senza strappi il partito verso una nuova realtà. Siamo fermamente convinti – conclude Campo – che è arrivato il momento di compiere il primo passo verso la famosa “rottamazione”, intesa non come eliminazione di personaggi politici, ma di una vecchia concezione e modalità di fare politica a cui la nostra generazione non vuole più appartenere».