Il gip del Tribunale di Marsala – su richiesta della Procura – ha emesso 5 misure cautelari (divieto di dimora in Sicilia e presentazione in caserma) nei confronti di altrettanti soggetti (originari di Palermo, Campobello di Mazara e Castelvetrano) responsabili di avere promosso e partecipato a corse clandestine di cavalli su un terreno della frazione di Triscina. Le indagini, avviate nel 2024 dopo una segnalazione di un’associazione ambientalista, sono state condotte dai carabinieri di Castelvetrano che hanno scoperto la pista clandestina dove si svolgevano le gare. Sono state installate telecamere nascoste e si sono svolte analisi sui telefoni cellulari in uso agli indagati. Attraverso un’applicazione di messaggistica venivano raccolte le adesioni di fantini e scuderie, venivano calendarizzavano gli eventi e diramavano le composizioni di batterie e posizioni di partenza, diffondendo poi i video delle gare. Dalle indagini sono emersi anche i maltrattamenti cui venivano sottoposti gli animali, sia nelle modalità di allevamento e allenamento che nella somministrazione di sostanze dopanti vietate che ne incrementavano le prestazioni. In un’occasione un cavallo ha persino patito frattura ad una gamba. L’attività d’indagine, oltre ai cinque destinatari di misura cautelare, ha consentito di raccogliere indizi di reato a carico di ulteriori 7 soggetti, originari anche di altre parte del territorio regionale, indagati nell’ambito dell’indagine.













