Il MoVimento 5 Stelle in Sicilia e la democrazia partecipativa: un sogno che si avvera

Gianina CiancioE’ sicuramente la parlamentare più giovane che sia riuscita a varcare le mura di Palazzo dei Normanni. Gianina Ciancio, 22 anni, catanese. Il suo commovente sfogo su Facebook, sincero e determinato al tempo stesso, ha fatto nei giorni scorsi il giro del web.

Ed è diventato quasi il simbolo di quella democrazia partecipativa che, durante la campagna elettorale, ha costituito il leitmotif della inesorabile avanzata del MoVimento grilliano.

L’altra sera in aula abbiamo finito alle 2 del mattino. E’ stato sfiancante. Non per l’orario o per la mole di lavoro, ma per il modo in cui si è operato. Se poteste vedere in che condizioni si legifera, capireste perché la Sicilia si trova in questo stato. Sia in commissione sia in aula l’iter è questo: arriva un ddl, subito dopo arrivano gli emendamenti al testo, si ha un arco di tempo di 10-30 secondi per leggerli e votarli, poi si vota il testo completo.

Tutto ciò nel caos più totale. L’unica cosa che conta è far passare le proprie istanze. Poco importa cosa presentino gli altri. L’importante è la vittoria personale, come se si stesse giocando a uno strano gioco da tavolo e non si avessero, invece, in mano le sorti di una terra.

Dietro le sue parole, si avverte, non senza commozione, la drammaticità e la gravità di quanto percepito dalla giovane portavoce del MoVimento, nell’esercizio normale delle sue pubbliche funzioni.

Una cosa è certa: aldilà del quadro preoccupante che sembra venir fuori, è la prima volta, nella storia di questo Paese, che degli “onorevoli” non solo siano ligi all’esercizio del proprio dovere ma si preoccupino di render noto ai propri cittadini quanto avviene all’interno delle stanze dei bottoni. Stanze che, per la prima volta, e sempre dalle pagine di Facebook, è possibile vedere come sono fatte e come sono organizzate. Anche pubblicare delle foto è un modo come un altro per coinvolgere i cittadini.

Andiamo avanti. La sera del 29 dicembre ufficialmente l’ARS ha approvato l’esercizio provvisorio per quattro mesi, la proroga dei contratti ai quasi 30.000 precari di Regione ed Enti locali e la proroga degli Ato rifiuti, sempre per quattro mesi. In realtà, durante i sofferti lavori parlamentari sono successe altre cose. I portavoce del M5S sono riusciti a far saltare la proroga per i dirigenti esterni a contratto residuati dell’ex Agenzia regionale per l’impiego. In pratica, un parcheggio per raccomandati d’oro dai partiti, soppresso con la L.R. 9 maggio 2012 n. 26. Ciononostante, 9 fortunatissimi beneficiari “amici degli amici” continuavano ad incassare stipendi tra i 90 e i 140 mila euro l’anno. I nomi di 6 di costoro, non confermati, e dunque non stabilizzati, si possono ormai rilevare sul web facilmente: Aurelio Gargano, Gian Liborio Marrone, Eva Faraci, Alessandro Ravidà, Vincenzo Castello, Carmelo Cantone (ce ne sarebbero altri tre o quattro, in servizio dal 1998, ai quali i contratti scadranno successivamente). I nostri portavoce continueranno a vigilare. E’ stata purtroppo confermata la proroga per tutti gli altri dirigenti esterni. E’ lecito a questo punto chiedersi: a cosa servono dei dirigenti esterni (assunti con contratti di diritto privato) quando la Regione ha già in organico oltre 1800 dirigenti? E quelli prorogati quanti sono? Chi sono? E per quanto tempo sono stati confemati? Vi faremo sapere.

Il 9 gennaio c’è stata una vera svolta epocale. Il MoVimento 5 Stelle ha scritto una pagina di storia all’ARS. I 15 portavoce eletti, tenendo fede agli impegni presi con i propri elettori durante la campagna elettorale, hanno restituito all’ARS, tramite regolari bonifici, il 70% degli emolumenti incassati dalla stessa per il mese di dicembre (un rimborso pari a oltre 123.000 euro). Le somme restituite dai deputati sosteranno temporaneamente nel conto corrente dell’Ars per costituire successivamente, quando sarà approvata la legge di stabilità, un fondo per il microcredito destinato alle imprese in difficoltà. Le restituzioni all’ARS non si limiteranno ovviamente solo al mese di dicembre, ma continueranno per l’intera durata della legislatura. I deputati M5S hanno rinunciato pure all’auto blu per il vice presidente Antonio Venturino ed alle varie indennità di carica spettanti ai segretari, al vicepresidente e presidente di commissione e al vicepresidente vicario dell’Assemblea. E’ stato poi contestualmente presentato un ddl che propone la riduzione degli emolumenti di tutti i parlamentari.

Siamo appena agli inizi, ma ciò che sta uscendo fuori, per quanto preoccupante da un lato, è confortante da un altro. E’ ormai sotto gli occhi di tutti, un nuovo modo di concepire e fare la politica. Che ha come caposaldo i cittadini e la loro costante informazione sull’operato di chi è stato democraticamente scelto per rappresentarli e lavorare per loro. Ciò implicherà però, da parte del cittadino stesso, un cambiamento. Che quel disinteresse per “il Palazzo”, generato dagli ultimi decenni di politica del malaffare e dell’interesse privato, lasci il posto, ora, ad un impegno costante di collaborazione con i propri portavoce eletti. Si, portavoce. E non “onorevoli”. Persone come noi, che è possibile chiamare sul telefonino tutti i giorni per chiedere informazioni o semplicemente per salutarli. E tutto questo, senza filtri di segreteria. Perché solo dalla costante sinergia cittadini-portavoce potrà davvero scaturire quel cambiamento che tutti giustamente auspichiamo.

Senza dubbio, c’è ancora molta strada da fare e, come scriveva Roberto Alajmo nel suo ultimo libro, le buone intenzioni quasi mai riescono a bastare. Siamo ancora alle prime pennellate e per completare l’opera ci vorrà ancora tanto tempo, ma a giudicare dall’abbozzo, riuscirà sicuramente un bel quadro.

MoVimento 5 Stelle Castelvetrano Selinunte
Carmelo Corona