Non è stata soltanto una “prima” riuscita, ma un incontro profondo tra persone, silenzi e domande interiori. Successo per il presepe vivente per la pace che è stato allestito alla villa comunale di Santa Ninfa, trasformata in un luogo sospeso nel tempo, dove circa 600 visitatori hanno intrapreso un cammino fatto di ascolto, meditazione e speranza. In un mondo segnato da fratture, conflitti e inquietudini, questa iniziativa – fortemente voluta da don Giacinto Leone – è nata come un gesto semplice e radicale allo stesso tempo: rimettere al centro l’uomo, la sua fragilità e il suo desiderio profondo di pace. Un progetto che ha preso vita grazie a una comunità unita, capace di camminare insieme: l’Amministrazione comunale, i parrocchiani, l’Avis Santa Ninfa, il GTSN Trekking, gli scout, la Fondazione Pirrello e tante altre realtà locali.
«Il cuore dell’esperienza non è stato solo il racconto della Natività, ma un vero e proprio percorso spirituale», spiega don Giacinto Leone. Otto scene, animate da circa cinquanta figuranti – adulti e bambini – hanno accompagnato i visitatori in piccoli gruppi lungo un itinerario che parla di nascita, attesa, dolore, speranza e riconciliazione. Ogni quadro vivente non ha offerto risposte facili, ma ha posto domande essenziali: che cos’è davvero la pace? Dove nasce? Quale responsabilità abbiamo nel custodirla? La pace non come concetto astratto, ma come scelta quotidiana, fragile e coraggiosa, che prende forma nei gesti, nelle relazioni, nel riconoscimento dell’altro come fratello. Il presepe vivente si replicherà martedì 6 gennaio, dalle 17 alle 19.

















