giovanni lo sciuto

Basta considerare i lavoratori del precariato come un fardello di cui liberarsi . Sono risorse umane utili al miglioramento del sistema pubblico

L’on. Giovanni Lo Sciuto, componente all’ ARS della 5^ commissione “Lavoro – Formazione” , dopo aver partecipato attivamente ai lavori dell’ ultimo incontro della commissione che ha avuto come argomento, la delicata situazione dei lavoratori precari delle pubbliche amministrazioni e in vista della ripresa delle attività della stessa , intende avviare alcune proposte che possano sostenere un percorso definitivo verso la stabilizzazione dei lavoratori interessati, procedendo con una strategia adeguata al cambiamento che il sistema pubblico sta cercando di adottare in una fase delicata della vita economica e sociale della Regione Sicilia.

Sono parzialmente soddisfatto – afferma l’on. Lo Sciuto -per le proroghe avute dai lavoratori precari. Il problema, a breve, si ripresenterà e non potremo pensare ancora ad interventi non definitivi. Occorre cambiare approccio con i lavoratori del precariato. Non possiamo più considerali come delle riserve senza speranza.

Molti di loro sono laureati, diplomati , e tanti altri sono in possesso di titoli formativi . Senza dimenticare il Know how ammnistrativo maturato da tutti loro , in tanti anni di servizio nella amministrazioni pubbliche. Attualmente, senza i precari molte amministrazioni non potrebbero assicurare diverse attività gestionali. Tutto questo ormai, deve essere vissuto come un valore , per lo sviluppo dei servizi offerti dagli enti locali e territoriali a tutta l’utenza. Basta chiamarli lavoratori socialmente utili, definiamoli :-Risorse umane della pubblica amministrazione-. Qualsiasi lavoratore va motivato e opportunamente incentivato.

Chi non ha voglia di attivarsi è giusto che rimanga fuori dai progetti di stabilizzazione. E’ necessario introdurre delle strategie operative che diano la possibilità di riconoscere loro, i titoli professionali e le qualità lavorative acquisite . Strutturare i lavoratori coinvolti in progetti che hanno obiettivi precisi verso il miglioramento dei sevizi al cittadino. E’ necessario e anche indispensabile ,mettere a sistema tutte queste risorse umane in guisa tale da potenziare i servizi nel territorio, rispettando il loro livello di preparazione e cercando di renderli parte attiva negli obiettivi gestionali .

Basta con le logiche di uniformità. Se non esiste un programma di inserimento strategico, questi lavoratori saranno visti sempre come -figli dell’assistenzialismo della cosiddetta – Prima Repubblica-. Dopo tanti anni di attività nelle pubbliche amministrazioni questo valore umano e professionale non va disperso ma stimolato a partecipare al necessario percorso di cambiamento della conduzione pubblica dei servizi. I cittadini pagano molto al fisco e chiedono prestazioni adeguate , più efficaci ed efficienti. Diamo la possibilità a questi lavoratori –conclude l’ on. Lo Sciuto- di sentirsi partecipi di questa grande e improcrastinabile ristrutturazione del sistema pubblico. Fondamentale, in tale direzione, la collaborazione tra Regione ed Enti Locali, per poter raggiungere questo importante obiettivo.

Per tutte le ragioni sopra citate mi farò latore di una proposta organica da sottoporre al governo regionale a favore della definitiva occupazione dei lavoratori interessati e a mio avviso , utili allo sviluppo della Sicilia.