Picciotti jazz. Che sciamano poi a Roma, Milano fino al Nord dell’Europa. Dopo il sax di Cafiso, la scena musicale siciliana continua a sfornare musicisti di talento. Vito Favara  è un pianista castelvetranese che ha studiato al conservatorio di Trapani, poi a Colonia con John Taylor.


Suona in tour con il combo e la jazz band della città tedesca, ad Amsterdam con la Kaos Band del fratello chitarrista Luciano, anche lui diplomato a Colonia e colonna dei siciliani Tinturia. Ormani romano d’adozione, debutta in «Event If» (Wide) con il suo trio, Luca Bulgarelli al contrabbasso e Marcello Di Leonardo alla batteria, più Daniele Tittarelli al sax soprano.

Album di sofisticati e introspettivi original e tributi a Jobim («O’ grande amor»), Hancock («The Sorcerer») e Ralph Towner («Tramonto»), che ricorda il loro incontro a Colonia, il concertino in famiglia, la sua sicilianità (decantata nei paesaggi del profondo Nord). Cresciuto sulla spiaggia di Selinunte, da migrante declina melodie armoniche intime e cool con un elegante blu touch. Dove il fuoco della mente sopravvive all’inverno del cuore.

Claudio Quartarone viene da studi classici e sperimentazioni jazz, ha vissuto e suonato a Londra, pubblicato cinque album, due per Raitrade. Enrico Rava lo ha voluto nel suo Special Edition. «Elevator» è il progetto con Paolo Russo (Rhodes), Antonio Fernicola (chitarra elettrica), Peppe Tringali (percussioni). Sperimentazione elettro acustica, sul linguaggio della chitarra, le scale e gli armonici, il dialogo fra corde e suono. Intriganti l’autore e un’improvvisazione che si fa scrittura contemporanea, etnica e jazz.

Marco Mangiarotti
per www.ilgiorno.it