Sabato 4 e domenica 5 ottobre ci si tufferà nel Barocco, rintracciando scampoli, arabeschi, volute, a Trapani e per questo ultimo weekend delle Vie dei Tesori, il festival promosso dall’omonima Fondazione. Si potrà visitare il seicentesco Palazzo Milo Baroni della Salina, oggi della Soprintendenza ai beni culturali, che ne ha curato il recupero. Di barocco parlerà anche il direttore del Parco archeologico di Segesta, Luigi Biondo che sabato alle 10 analizzerà la chiesa Immacolata del Collegio. A Mazara è previsto un inedito coté archeologico e le sue bike in giro per la casbah; per Alcamo ci si prepara al concerto di ottoni e alle passeggiate nella natura fino al castello di Calatubo.

Ancora a Trapani tornano per due giorni le visite all’Antica Corte delle Ninfee, l’antico monastero domenicano trasformato in dimora privata, ma che conserva il suo giardino segreto; francescana era invece Villa Immacolatella, oggi dimora botanica: domenica alle 17 guide a passo di danza e si chiude con un calice di vino. Arte contemporanea al Museo San Rocco dove sono esposti Carla Accardi, Turi Simeti, Adrian Paci; e nella bottega laboratorio dell’ultimo corallaio, Platimiro Fiorenza, le cui mani sono patrimonio dell’umanità. In città si potrà scegliere tra i luoghi della devozione – la Cattedrale di San Lorenzo, la chiesa delle Anime Sante e dei famosi Misteri; il Collegio dei Gesuiti con un’Immacolata del Marabitti, o San Pietro con il monumentale organo La Grassa (solo sabato), San Domenico con la cappella dei Crociati –; oppure muoversi in verticale, dalle catacombe di San Nicola al campanile di San Domenico da cui si vede tutta la città. Oppure si può andar per costruzioni eleganti: Villino Nasi, il monile Liberty affacciato sul mare come Torre di Ligny; la Prefettura, l’antico Senatorio che ospita il Consiglio comunale, Palazzo D’Alì dove domenica vi accoglierà la nobile Donna Clotilde … o il neoclassico Palazzo Riccio di Morana.

Ad Alcamo continuano sia le passeggiate sotto le stelle in e-bike, dal Castello dei Conti di Modica al castello di Calatubo; e ancora, canottaggio da campioni con Leo Vasile e  sup nella baia di Guidaloca. Ma il festival si chiuderà in musica: domenica alle 18.30 nel particolarissimo Museo degli strumenti musicali della collezione Cannone (nella chiesa di San Giacomo De Spada), concerto di un ensemble di strumenti ad ottone, due trombe, un trombone, un corno e una tuba. Ultime occasioni per salire sulla Cupola della Matrice o visitare la Badia Grande, la chiesa di Santa Maria Assunta, la cinquecentesca Badia Nuova dove si muovono ancora leggere le poche e anziane suore rimaste. La confraternita più antica tra le alcamesi aveva sede nella trecentesca Maria SS. Annunziata che è un affascinante rudere a cielo aperto, mentre Santa Maria di Gesù nasconde un chiostro silenzioso. Uniformi, cimeli e foto delle due guerre al museo dell’Arma dei Carabinieri; la cultura del Marsala al baglio che fu dei Florio e dove oggi conducono tra i vigneti. Alla Tonnara Foderà ai Magazzinazzi si gusta l’aperitivo al tramonto. Due le passeggiate: soltanto domenica  si raggiungerà l’area archeologica, le cisterne medievali e il Castello dei Ventimiglia con l’Archeoclub; e sabato si sale a Calatubo per poi deviare per la misteriosa e romantica Cuba delle Rose.

Anche per Mazara del Vallo scatta l’ultimo weekend che recupera la sua anima araba: e infatti l’invito è quello di ritrovarla sabato alle 9.30 in sella alla bici oppure domenica alle 17 a piedi tra i vicoli del centro antico, a San Giovanni, San Francesco, la Giudecca o Xitta. Ultimi due giorni per raggiungere gli scavi dell’ex asilo Corridoni, dove è riemersa una chiesetta normanna con ipogeo e officine; e il candido monumento funebre al vescovo Montaperto scolpito da Domenico Gagini, appena restaurato al Museo Diocesano Ballatore, affiancato da una mostra di paramenti liturgici mai esposti. Arabo normanni sia San Nicolò Regale che la Regale Abbazia di Santa Maria dell’Alto, poco più tarda la biblioteca del Seminario dei Chierici, 53 mila volumi, alcuni preziosissimi, raccontati con il Palazzo Vescovile. Nella cripta della chiesa di San Francesco sono ancora visibili i colatoi per l’inumazione dei cadaveri; e a San Michele Arcangelo del monastero delle Benedettine, c’è anche un diavolo da scoprire…  Senza dimenticare le degustazioni di etichette della cultivar Val di Mazara e le cooking lesson d’autore dello chef Paolo Austero.

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