Posto che preferirei di gran lunga gli africani ai siciliani come conterranei – e questa affermazione non è un atto di stima verso gli africani che non ho il piacere di conoscere, ma un atto di disprezzo verso i siciliani, che conosco e ritengo essere il popolo meno evoluto fra quelli accomunati dalla stessa cultura, antropologicamente detta – e posto che in me non esiste più neanche un briciolo di campanilismo, penso che la questione dell’immigrazione dall’Africa in Sicilia, e poi nel resto dell’Italia, sia pur sempre il problema principale e da affrontare prima di altri.
In tanti esprimono un parere sulla possibile risoluzione della cosa, forse in troppi, ma tra le varie fesserie gridate ogni tanto qualcosa di giusto si sente. Ad esempio c’è l’idea di accorciare considerevolmente l’iter burocratico che consentirebbe agli immigrati di conquistare un documento e andare dove vogliono.
Nel mese di dicembre dello scorso anno, insieme a due amici che mi hanno supportato, ho curato un dossier sulla presenza di immigrati nel mio paese. Abbiamo realizzato delle interviste che spero di pubblicare presto. Da queste emerge una sana verità: nessuno dei ragazzi intervistati (la maggior parte di loro con un titolo di studio) è partito dall’Africa per fermarsi in Sicilia.
In Sicilia sono stati bloccati dalla lentezza burocratica che contraddistingue il nostro paese e dall’interesse nato attorno al business dell’immigrazione. Inutile infatti negare che in tanti stanno beneficiando della presenza disperata di questa gente.
Dimezzare i tempi della burocrazia e dar loro il permesso di frequentare l’Europa significherebbe spartire il problema con altri che fan finta di non vedere. Senza considerare il fatto che tal Bakali, malese di nascita, potrebbe avere un vero futuro in Germania e non rischierebbe di far la fine di noi siciliani che ci lamentiamo della nostra condizione ma non abbiamo il coraggio di andar via, pur avendo i documenti in regola.
Mirko Tamburello
AUTORE. Redazione
CARO SIGNORE FUGGIRE E’ DA VIGLIACCHI, BISOGNA INVECE TROVARE IL CORAGGIO PER CAMBIARE IN MEGLIO LA NOSTRA TERRA CHE HA TANTE POTENZIALITA’ INESPRESSE, INIZIANDO MAGARI COL CORREGGERE LE NOSTRE CATTIVE ABITUDINI SFORZANDOCI DI RISPETTARE LE REGOLE ANCHE QUELLE APPARENTEMENTE PIU’ ELEMENTARI, SOLO E SOLTANTO NEL TUO PAESE DI ORIGINE TI SENTIRAVI VERAMENTE A CASA ALTROVE RESTERAI E SARAI VISTO SEMPRE E SOLTANTO COME UN OSPITTE NELLA MIGLIORE DELLE IPOTESI.
MIRKO TAMBURELLO , sono perfettamente d’accordo cn te ……BRAVO
chi ti impedisce di andartene in africa?
vacci e restaci per sempre cosi non ti vergognerai più
@calò: quando avevo 18 anni e ho finito il liceo la pensavo come te sul discorso delle “potenzialità”…però visto che la potenzialità non si è espressa negli ultimi 150 anni (unità d’Italia) e che io ho 1 vita e limitate possibilità di influire su questi fenomeni, ho deciso di esprimere il mio di potenziale in posti dove il “ritorno dell’investimento”, da tutti i punti di vista, ha un senso.
E torno con piacere per le mie vacanze, ascoltando nei bar, con un misto di tenerezza e di “deja vu”, le cose che dici…