Più che una provocazione, è stata una sfida. Una bella sfida, contro l’abitudine, oramai consolidata, di togliere, a fine estate, armi e bagagli e di abbandonare le frazioni estive. Da alcune settimane nella frazione di Tre Fontane l’imprenditore Mauro Cudia ha fatto la scelta di lasciare aperto il suo stabilimento balneare “Monnalisa beach” e, soprattutto, di non smontare parte di ombrelloni e sdraio. Non certo per provocare nessuno, ma per tentare una sfida che è racchiusa in una sola parola: “destagionalizzazione”.

Due file di ombrelloni e sdraio (in totale una ventina) sino a ieri sono rimaste occupate, come se fosse piena estate. Occupate da turisti, tedeschi e francesi per lo più, molti dei quali ospiti del “Momentum Resort” di Selinunte. Il “Monnalisa beach” è l’unico lido rimasto attivo (anche col servizio spiaggia attrezzata) dalla costa che va da Selinunte a Mazara del Vallo. Una pecora nera in mezzo a un gregge di pecore bianche, si dirà. Ma ai turisti avere garantiti servizi è la cosa più bella che possa esserci. E così è capitato pure che alcuni sono arrivati in bicicletta, si sono goduti il sole tutto il pomeriggio, si sono fermati per l’aperitivo e poi per la cena. A ottobre, per le nostre spiagge, un vero evento straordinario.

Questa piccola ma positiva notizia spinge, inevitabilmente, a una riflessione sulla parola “destagionalizzazione” tanto decantata dai politici locali ma poi quasi per niente tradotta in atti concreti. E se un imprenditore rischia lo fa per sè, seppur poi ad averne benefici è l’intero territorio. Ai turisti piacerà il lido ma, soprattutto, piacerà la spiaggia e il mare. E, andando via, parleranno dei nostri luoghi, prima che delle strutture.

Le nostre miti temperature che si protraggono anche a ottobre (ma anche da aprile a giugno) dovrebbero essere il motivo in più per “destagionalizzare”, cioè allungare l’estate, garantire servizi e posti di lavoro, accogliere i turisti. È una sfida impossibile? Certamente no. Devono scommetterci solo gli imprenditori privati o anche i Comuni devono fare la loro parte? Gli enti locali devono essere “attori” di questo processo. Come? Garantendo pulizia, decoro, servizi di collegamento, agevolazioni per chi sceglie di scommetterci, organizzare eventi “fuori stagione”. Solo un impegno pubblico-privato potrà dare vita a una strategia di marketing turistico. Non basta crederci e parlarne. Bisogna sedersi attorno a uno stesso tavolo, decidere e agire.