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Il rischio è quello che, in pochi giorni, possa nascere un nuovo campo abusivo proprio di fronte l’ex oleificio “Fontane d’oro”. A Campobello di Mazara la questione dei migranti economici impegnati nella raccolta delle olive si fa più complessa. Perché i moduli abitativi forniti dall’Unhcr allestiti all’interno dell’ex bene confiscato alla mafia (col coordinamento della Prefettura di Trapani) sono tutti pieni e gli altri migranti che intanto stanno continuando ad arrivare, hanno iniziato a montare tende di fortuna in uno spazio privato antistante l’ex oleificio. Un appezzamento di terreno vuoto che sta iniziando a riempirsi di baracche di legno, plastica e cartone.

E se la Prefettura, per questioni di sicurezza, ha vietato l’allestimento di zone ristoro all’interno dell’ex oleificio e l’accensione di fuochi, a pochi metri di distanza dal cancello sorvegliato dalla Croce Rossa Italiana i migranti hanno pensato bene di allestire ristoranti fai-da-te e negozi da villaggio: c’è chi vende derrate alimentari, chi bevande calde, chi ancora vestiti e scarpe. Fotocopia di quello già successo anni addietro all’interno dell’ex “Calcestruzzi Selinunte” abbandonato.

La questione, dunque, è complessa. E c’è tutto il rischio che in quell’appezzamento di terreno, col proprietario ignaro di tutto, diventi un nuovo campo migranti abusivo. A pochi metri dal campo regolare. Intanto la scorsa settimana sono arrivati gli altri 50 moduli abitativi forniti dall’Unhcr. Toccherà ora alla Regione Siciliana impegnare le somme per il montaggio negli altri spazi liberi dell’ex oleificio.

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