Lo scorso lunedì, come aveva annunciato Enrico Caruso, direttore del Parco Archeologico di Selinunte, la New York University e l’Università di Milano hanno ripreso gli scavi al “Tempio R” nella collina dell’Acropoli del Parco Archeologico di Selinunte.

Scavi che hanno dato, negli scorsi anni, davvero grandi risultati dal punto di vista scientifico ed archeologico. Quindi il prosieguo delle indagini non potrà che essere foriero di altre novità importanti.

Abbiamo scavato scendendo fino alla fase di fondazione di Selinunte, nel terzo quarto del VII sec. a.C. Nello scavo di quest’anno – ha dichiarato l’archeologo Clemente Marconi – resta da scavare parte di questa fase di fondazione più la fase pregreca, che in base ai nostri scavi precedenti risale in quest’area dell’acropoli fino al principio del secondo millennio a.C.

In più, abbiamo definito l’area di una seconda trincea da scavare quest’anno, tra la fronte posteriore del Tempio R e le fondazioni del Tempio C, quest’ultimo il più importante edificio sacro di Selinunte in età arcaica

clicca qui per la galleria fotografica di Nino Di Maio, fotografo ufficiale del Parco Archeologico di Selinunte

Credits foto. Parco Archeologico di Selinunte e Cave di Cusa

Il tempio R nell’antica città di Selinunte fu il primo tempio arcaico nato negli anni di fondazione della città. I lavori di questa campagna, sotto la direzione del Prof. Clemente Marconi e della Prof.ssa Rosalia Pumo, prevedono oltre alla continuazione delle precedenti indagini della cella del Tempio R, anche una nuova area di studio tra il Tempio R e il Tempio C.

Sul tempio R la missione americana scava per documentare i diversi strati di vita di questo monumento che, probabilmente, ha segnato la nascita dell’antica Selinunte.

Termineremo la campagna il 29 Giugno. Si spera di trovare ulteriore documentazione relativa alla fase di fondazione di Selinunte, in particolare offerte votive corrispondenti al primo uso dell’area del Tempio R come luogo di culto all’aperto da parte dei coloni provenienti da Megara Iblea.

Inoltre, speriamo che lo scavo di quest’anno permetta di identificare con chiarezza le fondazioni del Tempio C – ha concluso Marconi – fin qui mai indagate in maniera sistematica e tramite uno scavo propriamente archeologico.

L’identificazione di queste fondazioni potrebbe contribuire a chiarire aspetti essenziali relativi alla costruzione del Tempio C, compresa la datazione dell’edificio, che presenta notevoli oscillazioni in letteratura.

Infine, lo scavo all’interno della cella dovrebbe includere l’esplorazione di un nuovo settore del deposito di fondazione del Tempio R, particolarmente un’area contigua a quella nella quale nel 2012 si è rinvenuto il flauto in osso. Idealmente, lo scavo di quest’anno potrebbe portare al rinvenimento di ulteriori frammenti di questo prezioso strumento musicale, databile al principio del VI secolo

Foto scavi al “TEMPIO R” del 2017

Riproponiamo ai lettori, il VIDEO realizzato durante la campagna scavi 2017 con le parole del prof. Marconi e dell’arch. Enrico Caruso, direttore del Parco Archeologico di Selinunte e Cave di Cusa.