Tutto è cominciato la sera del 10 luglio 2011. Un uomo di 42 anni è alla guida della sua auto quando viene fermato da una pattuglia dei carabinieri a un posto di blocco. Da qui comincia una notte che ha creato uno scandalo nell’isola di Pantelleria, provincia di Trapani.

L’uomo racconta di essere stato picchiato dai carabinieri e sporge denuncia.

Dopo qualche settimana, tredici militari della Stazione di Pantelleria vengono iscritti nel registro degli indagati dalla Procura di Marsala. Sono stati tutti trasferiti in altra sede in via precauzionale.

LA TESTIMONIANZA DELLA VITTIMA

Affaritaliani.it ha raggiunto telefonicamente la vittima delle presunte aggressioni, che ha raccontato la sua versione su ciò che sarebbe accaduto quella notte. “Ero appena uscito da un locale e stavo accompagnando due persone al centro di Pantelleria. Dopo qualche centinaio di metri mi hanno fermato a un posto di blocco”. Aveva bevuto? “Sì, sinceramente avevo bevuto tre bicchieri di vino. L’ho detto subito anche ai carabinieri, dopo di che l’appuntato ha detto che mi dovevano portare in caserma. Io non capivo come mai, sono rimasto molto stupito. Comunque non mi sono opposto e ci sono andato. Prima però mi hanno fatto guidare fino in paese, ho lasciato a casa i due ragazzi e poi siamo andati in caserma. Evidentemente non ero così ubriaco se mi hanno lasciato guidare da solo”.

L’uomo decide di denunciare i carabinieri: “Non potevo farlo a Pantelleria, non mi fidavo più di nessuno. Allora ho deciso di sporgere denuncia alla Procura di Marsala”. Secondo la vittima, il suo non sarebbe un caso isolato: “Pantelleria era terrorizzata dallo stato di polizia che si era venuto a creare. C’erano cinque o sei carabinieri che facevano il bello e il cattivo tempo. La gente quasi non usciva più perché aveva paura e i media locali non parlavano di quello che succedeva. La legge non era uguale per tutti, la legge la facevano loro”.

LE INDAGINI

A seguito della denuncia della vittima, la Porcura di Marsala decide di iscrivere nel registro degli indagati tredici carabinieri. In un primo momento gli interessati della misura sembravano solamente cinque, ma gli investigatori sono convinti che gli episodi di violenza siano più di uno. Da fonti investigative interpellate da Affaritaliani.it, pare che cinque dei tredici indagati siano sospettati per le aggressioni, mentre gli altri sarebbero responsabili di omessa denuncia. Le indagini sarebbero avviate alla conclusione, tanto che la fonte sostiene che “mancano ancora solo pochi tasselli del mosaico”.

autore. Lorenzo Lamperti

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